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14 maggio| 1702 Giacomo Marin

Dispaccio del 28 maggio| 1702|

N. (senza numero)

Serenissimo Principe,
pervenutemi le supreme riverite commissioni della Serenità Vostra in ducali di 23 corrente, con quali vengo incaricato a dover con tutta circospetione osservare con legni armati de Principi contendenti che approdassero a questi lidi di questa giurisditione, indispensabilmente gli ordini et riguardi di sanità, ma bensì provedere li navilii stessi delli rinfreschi che li occorressero, di quello può soministrare questa terra con li sudetti riguardi di sanità, humillio alla sovrana inteligenza di Vostra Serenità che sì come per il passato ho fatto osservare nell’incontri sudetti, come mi viene commesso, così non ommetterò alcuna diligenza perché venghi in avvenire pontualmente essequito. Non mancando di sogiongere come le commissioni impartitemi in ducali pure 6 corrente, haver quelle pontualmente essequite, havendo fatto intendere a questi sudditi di Vostra Serenità la sovrana intentione, come ne humiliai le notitie con mie de dì 14 del cadente mese. Non restandomi che d’avvantaggio per hora significare solo che in me non si trascurarà alcuna minima diligenza, perché restino adempiti l’infalibili deliberationi della Serenità Vostra protestandomi con profondissimo ossequio alla sua augusta grandezza, eternamente costante con ardentissimo zello. Gratie etc.
Pirano, 28 maggio 1702.

Giacomo Marin, Podestà.

ASVe, Senato, Dispacci, Istria, b. 83.
Trascrizione di Umberto Cecchinato.