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21 ottobre| 1702 - 1704 Ferdinando Priuli

Dispaccio del 24 marzo| 1703|


N. (senza numero)

Serenissimo Principe,
era ritornato a Pirano Francesco Candollo, per effettuare il contrabando stabilito de ogli e sali, ma sopraggionta in quel porto poche hore dopo la solita nave francese, si è sciolto lo stesso immediate, dubitando, scoperto per suddito imperiale, perder la barca e la libertà. Contenutasi sin hora quella publica lanza in qualche moderatione, riassume al presente la prima licentiosità, entrando in ogni barca, benché dalla previa esibizione de fedi, e passaporti, comprendano esser sudditi veneti, convenendo al presente ad uno di Chioza soggiacere in questo porto a qualche punto di contumacia, per haver havuto la visita anco il suo bastimento in Pirano, havendo creduto bene così pratticare e per i riguardi dovuti di sanità, et per ogni altro di più cauta rimostranza, che si rende tanto più necessaria, quanto che si frammischiano anco frequentemente i francesi nei legni, che provengono dal Levante, et altri luochi sospetti. L’arresto seguito in Caurle delle barche suddite e condotte a Pirano sarà già stato avanzato a’ publica notitia, e il zelo dell’eccellentissimo signor Capitanio delle Rive era già attento alla dovuta reparatione.
In Trieste con tutta l’indefessa applicatione che si presta intorno alle nuove fortificationi; predomina un universal timor panico, e benché vi arrivino munizioni, viveri e pezzi di artigliaria, partono però le mercantie, il soldo, e gli habitanti, e per il vicino da loro appreso pericolo del fuoco, e per non soggiacere alle violenze de crovati, che nuovamente in grossa partita s’attendono, con qualche numero anco di tedeschi, in rinforzo di quel pressidio. Si dice che sarà destinato al commando di quell’armi il conte Luigi della Torre, hora Capitanio di Gradisca; fortuna per l’Herbestein che, mal visto e poco stimato, corre il rischio, in caso si facci l’ardente tragedia, di rappresentar lui stesso una funesta figura.
Per il restauro delle saline di Sebenico Zuan Piero de Presto, perito piranese, e che ne ha erretto molte di nuove, migliore d’ogni altro in provincia, si essibisce al publico servitio per proto, e dirrettore con stipendio di un ducato al giorno, che voglio credere possa riddursi anco a mezzo scudo, viaggio franco d’andata e ritorno, e poter condurre seco un huomo paesano da servir a quella parte e impiego con paga degli altri operarii, ch’è quanto m’è sortito rinvenire in obedienza a’ venerate ducali 22 febraro decorso. Gratie etc.
Capodistria, 24 marzo 1703.

Ferdinando Priuli, Podestà e Capitanio.

ASVe, Senato, Dispacci, Istria, b. 83.
Trascrizione di Umberto Cecchinato.