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21 ottobre| 1702 - 1704 Ferdinando Priuli

Dispaccio del 17 luglio| 1703|

N. (senza numero)

Serenissimo Principe,
con la scorta di tre galeotte, speditemi dalla vigilanza dell’eccellentissimo signor Capitan delle Rive e considerata assistenza del Collonel Rizzi, si sciolgono da queste rive cinque peote con carico di cere, ben munite da me de’ passaporti a stampa sopragionti oportuni a questo bisogno, spiacendomi che habbino convenuto li giorni passati partirsi senza di questi diverse barche per Sinigaglia, che restorono però accompagnate da quelli in scritto, estesi con le più distinte espressioni valevoli a renderli immuni d’ogni sinistro incontro.
Un incendio privato seguito alle rive del Tagliamento fu quello che ha dato motivo a’ Piranesi di prender un equivoco e avanzarmi il falso rapporto che potesse esser causato da’ legni francesi; da che resta sicuramente consolato il mio animo, vedendo a scemarsi questo disturbo alli tanti altri correnti dell’eccellentissimo Senato.
Spedirà perito a rivedere il stato del publico palazzo di Grisignana, ma ben può comprendere la somma Publica prudenza con quali disavantaggi sarà accompagnata l’opera dovendo remettersi all’interessata discrettione d’operarii e senza sopraintendenza di cuore. Io però non vi farò metter mano, se non a quei repari, l’urgenza de quali non mi dasse il tempo d’humiliarne le notizie alla Publica Sovranità, per ubbidire le sue sapientissime prescrittioni. Gratie etc.
Capodistria, 17 luglio 1703.

Ferdinando Priuli, Podestà e Capitanio.

ASVe, Senato, Dispacci, Istria, b. 84.
Trascrizione di Umberto Cecchinato.