• it
  • it
  • en
  • hr
  • el
  • de

21 ottobre| 1702 - 1704 Ferdinando Priuli

Dispaccio del 21 luglio| 1703|

N. (senza numero)

Serenissimo Principe,
hieri sera hanno dato fondo alla punta di Salbore le due navi francesi con tre tartane di conserva e, cessato il vento contrario, che tuttavia continua, voglio creder s’avanzeranno nel porto delle Rose. Si dice che attendano dalle acque di Pola un’altra nave con due tartane, e un pinco grande, che questi appunto saranno i nove bastimenti che ultimamente s’atrovavano in Ancona, come ha avisato il Console Conte Mattei a’ triestini, a’ quali tanto più s’augumentano le angustie, quanto che intendono inoltrarsi gagliardamente i bavari, che dà motivo al fratello del General Haister di andar ammassando gente nella Carintia, Stiria e Cragno, per opporsi a’ loro tentativi; gionto anco a quest’oggetto ordine a Trieste di far marchiare gli haiduchi verso la città, che si crede però sarà sospeso per la nuova comparsa de legni francesi, a’ quali veramente sortisce di causare una gran diversione, e perché buon numero di militie, che si incaminariano d’altra parte dove fosse più ingente il bisogno, si trattengono otiosamente in Trieste, e perché i trasporti delle proviande, che in tanto copioso numero s’attrovano colà raccolte, e particularmente di farine, soggiaceranno nell’ardente stagion a guastarsi.
Il commissario ultimamente arrivato principia a sfodrare le sue commissioni, che sin’hora consistono nella tansa per l’impositione del centesimo, e riveder i maneggi della Camera de’ Sali, materia che haverebbe tanto bisogno di esser revista coll’occhio proprio in Pirano, per ritrovare particolarmente luogo adattato per riponer i sali che giacciono esposti alle avide rapine de contrabandieri con tanto publico pregiudicio. Dal Conte Giulio Petaz vien essibito per le galere di Vostra Serenità un altro da lui condannato a servire per tre anni, giovine di 24, e senza alcun difetto. Come però li ho dato buona intenzione che sarà ricevuto, così mi è necessario il publico sovrano assenso, e il modo di contribuirli la solita corrisponsione de ducati trenta, summa ben tenue, ma che non s’attrova di denaro libero in questa Cassa, assorbito tutto dalli salarii de nobil huomini Consiglieri, e paghe a’ tanti di barca armata, che stimo proprio tenere puntualmente sodisfatti, e per il faticoso servitio che hora prestano in multiplicate guardie, e per toglierli all’insinuationi de vicini officiali confinanti, arrivate sino all’orechie del Maggior Visconti, per haverlo a quel servitio; e benché non vi sia da temere della di lui costanza e fedeltà, sarà sempre bene non li far languire i suoi tenui stipendii, che unicamente li servono del necessario sostenimento. Gratie etc.
Capodistria, 21 luglio 1703.

Ferdinando Priuli, Podestà e Capitanio.

ASVe, Senato, Dispacci, Istria, b. 84.
Trascrizione di Umberto Cecchinato.