21 ottobre| 1702 - 1704 Ferdinando Priuli
Dispaccio del 12 settembre| 1703|
N. (senza numero)
Serenissimo Principe,
essaminata dalla mia obedienza la materia importante de sali in Pirano, ho risolto d’intraprender in quel luoco e vicinanze la visita inquisizione dell’oglio, non meno necessaria, così anco persuaso dall’ottima congiontura e dalla consideratione che sia questo l’unico mezzo d’incoraggiare li appaltadori all’aboccamento del dacio. Come però buona parte delle mie linee economiche sono state per tutto il corso di questa carica dirrette a questo importante punto, così non ho commesso tutte l’insinuationi e maneggi possibili, uniti alla frequenza d’incanti per sortirne l’intento, che finalmente con mia consolatione mi riesce conseguire. Con la sicurezza però che gli ho dato di proseguire la visita anco negli altri luoghi, e particolarmente in Rovigno, dove non con tenue publico pregiudicio si procura qualche alimento alla povertà, ma con ingorda malitia si fabricano fortune col publico patrimonio, li ho ridotti ad esibirmi ducati tredeci mille e seicento valuta corrente, compresi i soliti aggionti, e per la consueta condotta d’anni due, summa intieramente uguale all’ultima affittanza, e che da me sarà procurato possibilmente ancora d’avvantaggiare, spiacendomi che la scarsezza de benestanti in questa provincia non lascia luoco alla concorrenza. Io intanto, non volendo azzardar l’offerta alla volubilità et incostanza che purtroppo possono ricever motivo dalla violenza d’un turbine insorto l’altro giorno con universale danno degli olivari, ho stimato proprio restituirmi alla residenza per assicurarla con le formalità d’incanti, con l’uso de quali, e insieme d’ogni più assiduo maneggio, tentate le più avantaggiose esperienze, mi riddurrò a deliberarlo, salvo sempre la publica sovrana approvatione.
Mercordì passato si sono sciolte da Trieste cinque barche da Fermo con carico di proviande, voglio credere per Italia; per le altre che s’attrovano raccolte in grossa quantità si discurreva il modo di riddurle in biscotti, ma mancando i mezzi e i periti, resta arenato il Consiglio. S’havevano avanzato a Verlich, una giornata distante da quella città, 2.400 tra tedeschi e crovati, che si credevano doversi ripartire a Fiume, Buccari et altri luoghi litorali; duemila hanno havuto l’ordine di contramarchiare subito a Lubiana, come hanno essequito; gli altri 400 sono stati destinati a scortare gli haiduchi e crovati di Trieste in Ungaria, quali, privati prima della monizione col pretesto di mandarli alle loro case, furono fatti avanzare a Verlich, restando solo in Trieste presidio 400 soldati.
La settimana decorsa è partito per questa Dominante l’ingegnere inglese di passaggio per Genova, e di là incontro alla flotta, a montare sopra la nave raccomandata alla di loro dirrettione.
S’intende arrivato a Fiume per via di terra altro ingegnere a rivedere quei porti e fortificazioni; e pare che, sgombrata ogni apprensione de francesi in queste parti, si versi solo a prepararsi di ricever i vascelli olandesi e assicurarli ne’ luoghi fortificati. Si sono spediti sin’hora a Fiume due marsiliane con sali di ragione di questi sudditi apaltato da quel governo, e voglio credere non incontreranno imaginabile intoppo, supponendosi i vascelli francesi o in Ancona, o forse usciti anco dall’Adriatico, et per quest’anno si spera libera la provincia e da’ legni e da’ militie estere.
Il Magistrato eccellentissimo alla Sanità mi ha commesso dover spedire a Segna persona destra, e sufficiente ad indagare quello si vada praticando circa la tartana intitolata Tre Maggi, predata da’ segnani nell’aque di Liesina, proveniente da Durazzo. Le gelosie con le quali vivono in quel luoco, i livori concepiti contro questi sudditi per le emergenze dell’anno decorso, hanno posto qualche difficoltà alla mia obedienza, ma mi è sortito finalmente appoggiare l’affare a persona religiosa, nativa di quelle vicinanze e pratica della lingua, che costituitasi a questa parte mi presenta l’inclusa relatione, che nell’istesso tempo soggetto anco al Magistrato eccellentissimo. Li ho convenuto corrispondere per il viaggio lire 60, delle quali supplico la bonificatione assieme con il speso nel far acconciar questa feluca, e in alcune provisioni per questo castello, in tutto in summa di lire 142, soldi 18 come dall’inclusa polizza, che resta humiliata a publica dovuta notitia. Gratie etc.
Capodistria, 12 settembre 1703.
Ferdinando Priuli, Podestà e Capitanio.
Allegati: nota con le spese per il ripristino della feluca (1 carta); relazione del religioso, anonima, contenente notizie sulla barca predata dai segnani (1 carta).
ASVe, Senato, Dispacci, Istria, b. 84.
Trascrizione di Umberto Cecchinato.