21 ottobre| 1702 - 1704 Ferdinando Priuli
Dispaccio del 8| ottobre| 1703|
N. (senza numero)
Serenissimo Principe,
aprovato da Vostra Serenità l’apalto de sali di questi sudditi col commissario di Fiume, ho havuto l’honore di esser incaricato in ossequiate ducali 30 giugno decorso a dover dirriggere li bastimenti con passaporti estesi nei termini e specificationi più caute, e valevoli a renderli immuni da qualsisia molesto accidente, con obligo di ben intendermi con la virtù dell’eccellentissimo signor Capitanio delle Rive, col quale, concertando le formalità più sicure, ha posto alla sua prudenza d’insinuarmi ad accompagnarli con una dichiarazione che fossero dirretti alla sua ubidienza, così potendo andar essenti da ogni sinistro.
L’esser io all’oscuro del pratticato tra Sua Eccellenza e i commandanti francesi, la premura di assicurare con ciò il publico e privato interesse, mi ha persuaso a lasciarmi dirriggere da chi in simili emergenze è al possesso d’una esperimentata condotta, e così ho rilasciato i passaporti con la prescrittami dichiaratione. Hora da privati riscontri rillevo che doppo il salvo arrivo di due primi bastimenti, il terzo, necessitato dagli obblighi della navigatione, o trasportato dalla propria inavedutezza, benché prima di sciogliersi da Capodistria sia stato il patron dello stesso da me benissimo instrutto et ammonito del più incauto camino, si ha lasciato trasportare a dar fondo in porto a Rovigno in vicinanza delle due tartane francesi, dall’avide gelosie delli quali resta tuttavia fermato; conditione però troppo servile e infelice che due tartanelle estere habbino non solo a signoreggiare il golfo, ma a togliere la libertà a’ sudditi anco nei porti di publica ragione, e a vista delle galere di Vostra Serenità, una delle quali s’atrova anco presentemente nelle acque vicine di Parenzo, impedire il comercio e trasporto di mercantie non attinenti all’uso di guerra, dove che ad essi li vien somministrata ogni ricercata provisione. Come però l’eccellentissimo signor Capitanio delle Rive credo che haverà soggettato alla sapienza dell’eccellentissimo Senato l’emergente, che voglio sperare facilmente definito, così credo proprio humiliare la forma con la quale mi sono diretto, onde apparisca non havermi punto allontanato dalle publiche sapientissime prescrittioni, e da chi in tutte le materie, particolarmente in questa, può suffragarmi con più salutari documenti.
Cessata la corrente inclemenza de tempi mi porterò terminare la visita e inquisitione dell’oglio, cose dovendosi giustamente a questi nuovi appaltadori, con la fede della quale si sono indotti ad avvantaggiare considerabilmente questo publico importante patrimonio. Gratie etc.
Capodistria, 8 ottobre 1703.
Ferdinando Priuli, Podestà e Capitanio.
Allegato: dispaccio di Filippo Donado capitano alle Rive, con il quale si consiglia al podestà di Capodistria di munire di passaporto le imbarcazioni dirette a Fiume per il commercio dei Sali (1 carta).
ASVe, Senato, Dispacci, Istria, b. 84.
Trascrizione di Umberto Cecchinato.