21 ottobre| 1702 - 1704 Ferdinando Priuli
Dispaccio del 15 dicembre| 1703|
N. (senza numero)
Serenissimo Principe,
gli inquieti e sempre sussurranti cittadini di Trieste, che hanno tanto sospirato e che hanno finalmente sortito di veder allontanato da quel governo il Conte d’Herbestein, non sono punto sodisfatti del cambio, e prettendendo il sostituito provisionalmente Capitan Oculi trattamento superiore al suo carattere, che non li vogliono acordare, a segno che sono arrivate le differenze alla Corte di Vienna, dalla quale gionge aviso, che sarà rispedito il primo commandante a mal grado de spiriti turbolenti. Sussiste quella città per sola debolezza de suoi nemici, e particolarmente di Puchene, che, portatosi a vagheggiarla da vicino, non ha havuto corraggio d’intraprender alcuna attione, che ben li sarebbe riuscito facile, e dall’intestine discordie, e per le mal ordinate preavertenze.
Al fuoco di queste disertioni se n’è aggionto un altro, materiale, nel convento de padri Hospitalieri, aceso dai soldati feriti ritornati d’Italia, colà aquartierati, per inavedutezze del fumar tabaco, con che restò quell’ampio riguardevole luoco distrutto tanto impetuosamente, che non li è riuscito salvare neppur li argenti, le reliquie de quali hora vengono rintracciate per quelle arse ruvine, custodite a questo oggetto da continue guardie.
L’altro giorno vi sono arrivati doicento soldati crovati, e puol essere ve n’arrivi qualche altro numero, per dare qualche mese di respiro alle vicine militie. Il porto è tanto ocupato da’ bastimenti che soggiaciono al carico di proviande, che non vi resta quasi adito per entrarvi ad altri legni. Mi vien rifferto che s’attrovino a quel servitio diverse barche de sudditi da Chioza, sopra di che vado rintraciando la verità, per humiliarla opportunamente all’eccellentissimo Senato.
Si è restituito a Fiume il convoglio di Segna bombardato prima nell’incontro havuto dagli armatori francesi con lieve danno, sottratosi ad ogni maggiore con la fuga. Si va allestendo ad un altro viaggio, accresciuto e di legni, e di gente.
Il Conte Cristofforo pur di casa Herbestein, spedito dalla Camera di Graz in figura di Commissario economico, ha scorto i luochi imperiali di questa provincia con la revisione de maneggi, e hieri, unitamente al Baron de Raunach, Capitanio di Pisino, si sono portati in questa città con un seguito di vinti in circa persone fra ministri e serventi, di passaggio per Trieste, dove questa mattina per tempo si sono incamminati. Io ho fatto seguitare ogni loro passo, e di giorno, e di notte, da persone caute che sono state in osservatione de suoi andamenti con forma destra, e lontana da qualsisia sospetto di gelosia o diffidenza.
Si assicuri l’eccellentissimo Senato che io non perdo di vista e l’emergenze degli esteri, e quelle del suo real servitio; e se alle volte ritardano le mie humilissime littere, o che mi manca argomento di scrivere, o che il già scritto è trattenuto dalla contrarietà de tempi.
All’entrare della corrente staggione ho convenuto far seguire qualche necessario riparto nella publica ma cadente casa, habitata dall’illustrissimo signor Consiglier Baseggio, che rilleva la summa di lire 108 soldi 9; del che per aggiustamenti de miei conti imploro la Publica sovrana approvatione. Gratie etc.
Capodistria, 15 decembre 1703.
Ferdinando Priuli, Podestà e Capitanio.
ASVe, Senato, Dispacci, Istria, b. 84.
Trascrizione di Umberto Cecchinato.