1 marzo| 1704 Vincenzo Gritti
Dispaccio del 21 maggio| 1704|
N. (senza numero)
Serenissimo Principe,
mentre andavo versando nell’attentione degli andamenti de confinanti, ho raccolto qualche sentore che dalla Camera di Graz venisse desiderato impadronirsi delli due castelli di San Servolo e Castel Novo, possessi delli Conti Giulio e Adelmo fratelli Petazi, ed indoloratomi nella cognitione de trattati, riporto che, essendo stato calcolato il prezzo della vendita la somma de fiorini cento e vintimille, sia stato proposto in concambio un piccolo castello in Croatia, tra Segna e Carlistot, nominato Ribnich per fiorini disdottomille, e dodeci mille in contanti, e per la rimanente somma la costitutione d’un censo, stante che la Camera stessa s’attrova totalmente esausta di soldo, col patto insieme di lasciare al Conte Giulio il luoco della Costischa, ch’è un grosso corpo di beni, perché li goda in qualità d’affitto sino al giorno venturo di San Martino, con la corrisponsione di fiorini quatrocento. E che per sicurezza del contrato, sia entrato in Castel Novo in qualità d’ecconomo il Bottoni da Trieste, et in quello di San Servolo il Lumaga da Segna, da che eccitato il Baron Francesco Marensi habbia esibito la somma di fiorini quindicemille per conseguire l’elettione di Capitanio, ma, preinteso da quei sudditi il desiderio, si vadino esprimendo d’haver aversione d’essere comandati d’alcuno di quella casa. Dalla relatione poi fattami dal Conte Francesco dal Tacco, Proveditor ai Confini, già da me avertito a stare in attentione, e che con lode di pontualità e di zelo, tutto che solo nella carica da tanto tempo, s’impiega incessantemente nel servicio della Serenità Vostra, rilevo in agiunto che sotto li suddetti due castelli vi sono quatro mude, o gabelle imperiali, cioè Sabrasez, Clastiaz, Harda e Zaule, questa da molti anni abbandonata et hora nuovamente eretta, cominciando il confine dalla Valle di Muggia e continuando sino al territorio di Fiume, che col contado di Pisino, già acquistato dalla medesima Camera, circondarebbe con il comando tutta la provincia di Vostra Serenità.
Inchinandone perciò la notitia riverentissima all’ossequiosa cognitione dell’eccellentissimo Senato, non lascio pure d’humiliarle ch’attrovandosi nel recinto della sudetta terra di Muggia tre apperture nei siti dove prima s’innalzavano le torri antiche che la chiudevano, spianate ultimamente per l’eretione delle nuove fabriche rimaste imperfette, si sono introdotti in tempo di notte verso l’hore tre dieci huomeni imperiali della villa di Dolina armati, con un loro Capo, quali osservati dal Sergente Maggiore Visconti, che s’attrovava in piaza, mentre si incamminavano verso il fortino da mar, si portò a quella parte, e ritrovatili in una casa vicina disabitata li ricercò ciò che desiderassero, e da loro risposto che volevano solamente bevere e che poi sarebbero partiti subito, lo fecero anche verso l’hore quatro uscendo per le stesse apperture per le quali vi entrorono, il che pure rassegno con tutta la somissione maggiore alla venerata cognitione della Serenità Vostra, in adempimento ossequiosissimo de miei riverentissimi doveri. Gratie etc.
Capodistria, 21 maggio 1704.
Vincenzo Gritti, Podestà e Capitanio.
AS Venezia, Senato, Dispacci, Istria, b. 85.
Trascrizione di Umberto Cecchinato.