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1 marzo| 1704 Vincenzo Gritti

Dispaccio del 14 giugno| 1704|

N. (senza numero)

Serenissimo Principe,
a misura che si va divulgando potersi accrescere il numero de bastimenti francesi e spagnoli in Golfo, s’augumenta anco il timore ne’ confinanti imperiali. Quelli delle rive del Quarnaro non solo si ritirano dal Corso, ma dissegnano di far nuove fortificazioni a Segna et altre piazze del litorale stesso, munendole frattanto co’ pressidi, essendo capitati ultimamente mille fanti a Fiume. Anco il Capitanio di Pisino era per estraere alcuni pezzi d’artiglieria da quel castello, per trasportarli con la scorta di quaranta segnani a cavallo in Lovrana, luogo di marina della sua giurisdizione, e mostrava di volerli far passare per il distretto d’Albona al porto di Fianona come più vicino. Ho però scritto a quell’illustrissimo signor Podestà Balbi perché stii nell’avvertenza de’ suoi passi e mi avvisi, come non lascierò di procurar le possibili informazioni d’altronde a maggior lume di Vostra Serenità. Da questa parte pure i triestini si pongono in circospezione sempre più grande, non ammettendo da qualche giorno alcun forastiere in città, anzi hanno proibito ieri l’ingresso sino all’ordinario traghettiere che di qua vi passa continuamente. Si discorre adognimodo con varietà, e senza certezza, dell’interuzione che possono avere i comandanti delle due corone, i quali bensì lascian correr la voce di attendere altre tre galere napolitane, e altri legni in rinforzo, ma sono cauti nel tener celati i loro dissegni. Per quello s’è potuto traspirare, si dice che siano sopra Segna e, partiti oggi da Pirano, hanno drizzate le prore verso Rovigno. Nella loro dimora in quel porto si sono contenuti in moderazione, né è insorta altra novità che la fuga di un huomo da remo con l’occasione che quei delle galere sono smontati in terra per far acqua. Hanno fatto passar uffizio all’illustrissimo rappresentante, acciò estenda gli ordini per il suo arresto, di che avendomi reso partecipe ho creduto replicarle che, come era bene mostrar diligenza per fermarlo, così poi si doveva aver tutta la mira ai riguardi di sanità, che vietano a sudditi qualunque ingerenza a scanso d’impegni. Diriggendomi in ciò con i partiti che mi suggerisce il zelo del miglior servizio dell’Eccellenze Vostre, per essere senza alcuna commessione che m’illumini sopra simili contingenze, imploro di restarne istrutto, per poter operare, in tutti i casi, conforme ai dettami della Publica Sapienza. Grazie etc.
Capodistria, 14 giugno 1704.

Vincenzo Gritti, Podestà e Capitanio.

AS Venezia, Senato, Dispacci, Istria, b. 85.
Trascrizione di Umberto Cecchinato.