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1 marzo| 1704 Vincenzo Gritti

Dispaccio del 4| luglio| 1704|


N. (senza numero)

Serenissimo Principe,
ho data ieri l’altro l’espedizione alla compagnia di nuova leva, che qui andava unendo il Colonnello Brancovich, diriggendola all’obbedienza dell’eccellentissimo signor Savio alla Scrittura, per incontrare la publica sovrana intenzione ricevuta i dì passati con ducali di 5 giugno decorso. Nel tempo che si ammassava, venuti ad arrolarsi nella medesima quattro huomini del seguito dei mudari, o siano gabellieri di Trieste, sono stato ricercato da essi a fargliene la restituzione. Mentre però mi scrivevano sull’incertezza, ho supposto loro che non vi fossero, per esimermi dall’impegno di darli, tanto più che non erano soldati, ordinando al Collonello di sbrigarsene di qua acciò non stassero l’occhio, esposti a nuove importune dimande, se veramente li avessero scoperti.
Estese pure le diligenze più caute per aver sicuri riscrontri se veramente il patron Carlo de Carli, qui abitante, abbia servito gl’imperiali con la sua latina nel trasporto di proviande per la Mesola, ricavo che si sii impiegato già mesi in due soli viaggi, e che poi, venduta la barca, navighi ora sopra una de triestini in qualità di pedota o marinaro. Restituendosi egli a casa, ubbidirò le prescrizioni di Vostra Serenità con il farlo arrestare, a correzione del trascorso et esempio degli altri.
Capitati in pochi giorni, nel porto sudetto di Trieste, quattro bastimenti da Fermo con il carico di 500 mozza di sale da Barletta, a causa di tale provvedimento non meno che per i suspetti colà insorti dalla vicinanza degli armamenti nemici, restava arenata la condotta di quello di Muggia. Pare però che sia per incaminarsi di nuovo; come di già prosseguiscono i comandati lavori nelle mura di quella terra per chiuder le motivate aperture, e terminata che sarà l’opera mi darò l’onore di inchinarne all’Eccellenze Vostre la pontuale notizia.
Corre qualche voce che capitar possa persona dall’Imperio a riconoscer il Porto delle Rose di Pirano, e quale comodo di fare acqua sii capace di somministrare la fontana di Santa Lucia a legni che colà arrivassero. Ad ogni buon fine ho raccomandato la vigilanza, stimandone necessario l’uso sopra un punto così delicato et essenziale, et intanto non lascio di darne questo riverentissimo tocco a maggior scarico del propio dovere.
Le galere napolitane avendo spalmato a Veruda, sono entrate li due corrente, accompagnate dalla nave francese e da una sola tartana, in Quarnaro, et a Trieste hanno avvisi che sia giunta a Liesina il Comandante Duchena con due vascelli e due palandre. Si dice che il Conte Strasoldo, Capitanio della stessa città di Trieste, abbi scoperto esser vero l’indizio di fellonia che aveva concepito sopra dodici di quei gentilhuomeni del paese. Starsi però colà in particolar agitazione, tanto più che il Consiglio di Gratz aveva sospesa la marchia delli 400 soldati da Carlistot, et altrettanti che dovevano calare dalla Stiria, temendo dei ribelli fattisi vedere già tempo in poca distanza da Lubiana. Oltre le fortificazioni fattesi dalle spiaggie austriache in varii luoghi per assicurare ogni parte alla meglio dalle ostilità, giacché è incerto dove abbiano da drizzarsi, si travagliava adesso nel terminar il castello l’anno scorso principiato alla bocca del Porto Re, et a poner in qualche positura di difesa Lovrana. Vi assiste ivi in persona il Capitanio del contado di Pisino, dopo aversi condotti quattro pezzi di cannone per la via, benché disastrosa, de monti, affine di non passare per lo Stato di Vostra Serenità come si dubitava. Intendo esser giunto a visitar il contado medesimo, e lo fa con esatta diligenza, certo soggetto si crede spedito dalla Camera di Gratz, ch’è in deliberazione di farne la vendita. Ho repplicati gli eccitamenti al Conte del Tacco, Procurator ai Confini, acciò stii sull’avviso per raccogliere qualche notizia intorno a ciò. Non occorre ch’io accenni il merito delle sue degne e zelanti applicazioni perché è assai noto alla Serenità Vostra. Ben è vero che la sua età inoltrata potrebbe persuadere il bisogno di destinarli assistenza, non tanto per di lui sollievo, tuttoché necessario, quanto per proveder opportunamente ai riguardi del publico servizio in caso ch’egli mancasse. Impossessato dei moltissimi propositi dell’esteso e geloso confine, del genio e massime de confinanti e della direzione che si tiene con essi, avrebbe assai maggior facilità di istruirsi dalla viva voce dei dettami di sua prudente cognizione che dalle semplici scritture che restassero, il collega che gli venisse elletto. Anche per il passato v’è stato più d’uno alla volta nell’importante impiego, e l’hanno esercitato successivamente diversi della famiglia benemerita Fini di questa patria. Vi sarebbe il fedel Andrea Fini, figliuolo del Cavalier dottor Orazio, fu Consigliere in Jure, e decorato con la discendenza della cittadinanza originaria di Venezia, mentre derivateli varie notizie da suoi antenati, e specialmente dal signor Raimondo suo frattelo, che tra gli altri s’è distinto nel fruttuoso sostenimento dell’incombenza, già vive imbevuto di molto lume nella materia. Il grado porta seco della fatica e dispendio, né viene data altra ricompensa a chi è appoggiato che l’onorifica di quattro licenze d’armi per la gente che li occorre di seguito e per decoro, e per sicurezza, ogni qualvolta deve uscire dalla città per adempir le sue funzioni al confine. Dopo però aver io umiliato con ossequioso rispetto quanto crederei che veramente conferir potesse agli oggetti delle publiche esigenze in questo rilevante proposito, mi rassegno al concetto che ne sarà formato dalla sublime sapienza dell’Eccellenze Vostre.
Sollecitava dall’illustrissimo signor Podestà di Buie Balbi la sua comparsa alla carica, ha avuto modo il nobilhuomo Baseggio, qui Consigliere, di restituirsi alla ressidenza per assistere agli oblighi del Magistrato. Gratie etc.
Capodistria, 4 luglio 1704.

Vincenzo Gritti, Podestà e Capitanio.

AS Venezia, Senato, Dispacci, Istria, b. 85.
Trascrizione di Umberto Cecchinato.