• it
  • it
  • en
  • hr
  • el
  • de

1 marzo| 1704 Vincenzo Gritti

Dispaccio del 2| agosto| 1704|


N. (senza numero)

Serenissimo Principe,
mi fece penetrare i giorni passati il Scrivan de Sali di Pirano, che colà si meditasse un contrabando sopra un trabaccolo grande di portata di cinquanta mozza, arrivato nel contiguo Porto delle Rose. Ho però fatto partire all’improvviso la galeotta, ordinando all’ufficiale di far visitare il bastimento et arrestarlo, quando vi avesse trovato dentro il corpo del delitto. La diligenza ha servito per frastornare il carico, che non aveva potuto farsi prima a causa della scarsezza dell’acqua, che impedì il sortir a buonora da quella vicina fiumara, ad alcune barche allestite per il trasporto del sale. Vedutesi scoperte sono poi uscite vuote, come pure è partito il trabaccolo, che ho saputo esser di ragione d’un tal Capitanio Francesco Candolo, suddito imperiale, solito comettere delle contrafazioni in questa materia.
Da che sono alla carica, avrei fatta star in frequente moto, per oggetti simili, la sudetta galeotta, ch’è l’unica destinata alla mia ubbidienza, come non ho lasciato d’impiegarvi alcune volte la piccola felucca, che però, navigata da sette huomini soli, non è da esporre in operazioni superiori alle sue forze. Ma essendo la compagnia che l’arma in scarso numero di fazioneri, cosiché non ve ne resta da supplir alla custodia del castello e altri siti della città; disposizione, che ho già trovata saviamente introdotta nelle presenti congionture, mi andava trattenendo questo riguardo di cautela a staccarla di qua senza motivi di conseguenza. Ora però, in ubbidienza rassegnata ai dupplicati publici comandi che mi restano espressi con riverite ducali dei 17 e 27 del caduto, in quest’ultimi dì assieme pervenutemi, l’ho spedita fuori, destinando di guardia negl’accennati posti i capi bombardieri del paese sino al suo ritorno. Ho prescritto a chi la dirigge di scorrere verso le acque del Friuli, per assicurar i sudditi dagli insulti de segnani, et incontrando bastimenti de patrovicchi, o altri con sali, ogli e tabacchi indirizzati per quelle rive, senza requisiti dalle leggi prefissi, debba obbligarli a venir a cotesta Dominante e portarmi di tutto la notizia, per quel di più che dall’autorità dell’Eccellenze Vostre mi viene ingionto ch’io esequisca.
Veramente è corsa voce che una felucca de segnani, che voglio credere l’istessa che ha dato eccitamento di scrivere al zelo dell’eccellentissimo signor General di Palma, dopo aver fatto qualche insulto nell’acque sudette, sii calata già diversi giorni nel Quarnaro, dove, avuta la caccia da un legnarmato di Vostra Serenità, abbia preso ricovero ne’ porti austriaci. Dubito adognimodo che subintri alle sue veci un feluccone che deve sortir da Trieste quanto prima, et è quello che, patroneggiato e ciurmato da napolitani, è stato, per quanto si dice, lungo tempo alla Mesola, per assistere alle proviande dell’armata imperiale. Cessato ultimamente tale bisogno è venuto di qua, ma, non trovando chi lo volesse pagare, sbandati buona parte della gente, la necessità ha indotto il padrone di pigliar in parte un certo Baron Brigido, con condizione che debba provederlo del bisognevole, e che lui gli avrebbe corrisposta la metà delle prede che facesse, vociferando diretto il corso contro a legni francesi. È un bastimento grande di quattordici banchi, armato con quattro petriere e dodici moschettoni, e suppliscono ai napolitani mancati con altrettanti segnani e triestini; di che ho creduto proprio render partecipe ad ogni buon fine l’eccellente signor Capitan delle Rive Donado, a lume di sue zelanti direzioni.
Intanto due volte sinora, nel corso d’una settimana, ha usato delle prepotenze a pescatori di Grao, si può dire sotto le mura di Muggia, una brazzera dal sudetto vicino porto di Trieste, uscita con cinque persone, che sono del numero degl’accennati napolitani.
Sopra il repplicato avviso, ierilaltro ricevuto, con l’unite indolenze avanzatemi dall’illustrissimo signor Podestà Corner, ho preso espediente acciò non prenda piede la molestia di spedire da quel Generale Baron de Cuslan per le propie rimostranze. Chiamato però qua da Muggia il Maggior Visconti, col riflesso ch’è stato impiegato anco altre volte in simili fonzioni, gli ho insinuato che s’esprima, doppo aver rappresentati li motivi che mi obbligavano di mandarlo. Che come io volevo esser certo, che il signor Generale era all’oscuro di quant’era accaduto, così stimavo bene di renderlo avvisato, nella fiducia che sarebbe condesceso, di che io pregavo ad invigilare sopra le mosse di simil sorte di legni, che andavano perturbando la quiete de sudditi, affine si continui nella più perfetta corrispondenza, di cui, per quello riguardava alla parte mia, si poteva ben assicurare che in tutte le occasioni avrei fatta spiccare la retta intenzione di Vostra Serenità. Trasferitosi egli immediate, rimarcò che ha con merito di lodevole destrezza e pontualità esequito l’incarico, e si degneranno benignamente l’Eccellenze Vostre di raccoglierlo dall’annesso foglio, avendogli fatta estendere la risposta cortese et uffiziosa, che ha sortita: tutto sta, che vi corrispondano gli effetti significati.
Mi riferisce d’aver ricavato con tal incontro che un grosso corpo de ribelli, che già tempo batterono il Rabata, si sia avanzato venerdì scorso sotto ad una porta di Gratz, che per esser di prima matina, era ancora serrata, cosiché fallitole il colpo si sono estesi dintorno per la campagna, abbruggiando quantità di villaggi.
Investigata ne’ registri della Cancelleria la formalità che s’é altre volte tenuta nell’elezione di questi Proveditori ai Confini, umilio copia della ducale con cui sono stati promossi a tale impiego l’attuale Conte Francesco dal Tacco, et il Generale signor Raimondo Fini, fratello del soggetto che accennai dotato di requisiti proporzionati a sostenerne il peso. Vi unisco pure il capitolo di altra ducale che le accorda la prerogativa dell’armi, e un proclama publicato dopo la morte del preaccennato signor Raimondo d’invito alla concorrenza, alla quale non si vede che vi abbia applicato alcuno per esser la carica bensì decorosa, ma di altrettanto aggravio et impaccio.
L’eccellentissimo Magistrato all’Arsenal mi ordinò di dover contribuire tutta l’assistenza ad un proto qui spedito per il taglio e squero di certi legnami che premono per quella casa. Disposte le commessioni necessarie e sollecitate le fature e le condotte, mi succede il contento di sentir già partito un burchio ed esser alla marina altra quantità di legnami che ben presto potrà supplire ad un altro carico. Andrò intendendomi col Magistrato eccellentissimo e prosseguirò nella diligenza, intento nel mentre, per quanto permettono le propie debolezze, di promover nella miglior maniera possibile, in ogni parte dell’incombenze mie, il maggior servitio della patria. Gratie etc.
Capodistria, 2 agosto 1704.

Vincenzo Gritti, Podestà e Capitanio.

Allegati: costituto di due padroni di barche di Grado, riguardo alla rapina da loro subita da una barca triestina (2 cc.); risposta del rettore di Capodistria al barone di Cuslan (1 c.); ducale del 21 luglio 1692 che elegge i provveditori ai confini (1 c.); copia di un brano di ducale del 26 febbraio 1694 (1 c.); copia del proclama per l’elezione dei provveditori ai confini (1 c.).

AS Venezia, Senato, Dispacci, Istria, b. 85.
Trascrizione di Umberto Cecchinato.