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1 marzo| 1704 Vincenzo Gritti

Dispaccio del 12 settembre| 1704|

N. (senza numero)

Serenissimo Principe,
dopo fatti penetrare al General di Trieste, come similmente accennai alla Serenità Vostra nelle precedenti mie, i riguardi che non mi permettevano l’assentire alle sue dimande nel proposito delle fedi di sanità, non ho ricevuto altro eccitamento. Scorso anzi qualche giorno senza che facessero difficoltà di admetter colà le barche che vi andavano, anco questo traghetto ordinario s’è di nuovo istradato e tuttavia camina con le formalità di prima. Voglio sperare che, persuaso delle difficoltà addoteli, possa essersi rismosso dalla pretesa, ma in caso la repplicasse mi contenirò nella maniera che mi viene aditata con le publiche venerate ducali de dì 21 agosto passato, solo in questa settimana ricevute. E nascendoli motivo di farmi passar alcun altr’uffizio intorno a legni da corso, regolerò le risposte con l’espressioni pure prescrittemi dall’Eccellenze Vostre.
Saputo intanto che quei di Segna et altri porti austriaci, sciolte con la partenza delle galere napolitane dal timoroso contegno in cui stavano, fossero usciti a continuar le loro piraterie, non ho trascurato per impedirle a sollevo de sudditi e sicurezza della navigazione, di spedir la publica galeotta a farsi vedere lungo le rive del Friuli. Si restituisce però senza aver avuto verun indizio di loro in quell’acque, il che ad ogni modo non mi farà star meno sollecito, per impieg(ar) di quando in quando lo stesso legno armato in così fruttuoso ess(er)cizio, che mi persuado tanto più necessario, quanto si sente esser ripassate sottovento anco le navi e tartane francesi, quali li restava qualch’apprensione.
Essendo pure attento alle cose del confine, ho da sogg(et)tare alla Serenità Vostra che nel vicino castello di San Servolo e ville di Tolina e Rizmagna, sono stati disposti da cinque(...) soldati alemani, calati da Gratz. Il riscontro prima avuto mi è stato confermato dal Conte Francesco Dal Tacco, nel suo rito(rno) dalla pontuale revista ch’è stato a fare al confine predetto, in adempimento delle proprie incombenze; accennandomi che non correva nel resto altro di nuovo. Si divulga stabilito tale rinforzo per i contrabandi de sali, col far battere da sudetti le strade senza movere da loro posti le guardie ordinarie delle mude; ma pare che la vera causa sia affine di serrar tutti i passi, et impedir a sudditi imperiali di venir a provedersene nello Stato di Vostra Serenità. Anzi continua la voce, riferita ancora nelle mie riverentissime di 11 giugno, che vogliano accrescer le gabelle, per obligarli col peso degli evidenti aggravii d’astenersi dal commercio, et che seguirà l’alterazione subito che termini il trasporto di questo del partito della comunità che si va facendo.
Lasciato esposto lungo tempo il proclama che invitava alla concorrenza per la carica di Procuratore ai Confini, lo rassegno all’Eccellenze Vostre con li nomi dei due solamente che si sono dati in nota. Uno è Francesco Cavardo e l’altro Andrea Fini, soggetto della già motivata capacità e benemerita famiglia. Con l’altra annessa poliza m’insorge poi l’obbligo di supplicar ossequiosamente il provedimento di certo legname che più non si trova, per rimettere uno dei travi balanzoni del ponte levatore, che s’è rotto, et accomodar le porte, opere ugualmente necessarie alla sicurezza et al comodo della città. Gratie etc.
Capodistria, 12 settembre 1704.

Vincenzo Gritti, Podestà e Capitanio.

Allegati: nota dei materiali che servono per la riparazione del ponte levatoio e delle porte di Capodistria (1 c.); proclama per l’elezione della carica di provveditore ai confini (1 c.).

AS Venezia, Senato, Dispacci, Istria, b. 85.
Trascrizione di Umberto Cecchinato.