2 luglio| 1705 Tomaso Morosini
Dispaccio del 29 novembre| 1705|
N. (senza numero)
Serenissimo Principe,
non havendo mancato di rinovare le diligenze degl’incanti, et a parte per migliorare l’offerta delle lire 1.600 del dacio della imbottadura di questa città e territorio, et havendo fatto descrivere le caneve indiferentemente secondo i sovrani comandi della Serenità Vostra, ho potuto racoglierne il frutto con accrescimento dell’offerta, sino alle lire 2.000 buona valuta, non ostante la scarsezza delle vendemie dell’anno corrente, ch’è la summa dell’anno passato, e la maggiore di tutti li precedenti, onde atenderò li sovrani assensi da Vostra Serenità, per cautelarlo con idonee e sufficienti piezarie.
Questa publica galeotta tiene estremo bisogno di esser acconciata o permutata secondo sarà conosciuto proprio dalla Casa dell’Arsenale onde riverente supplico Vostra Serenità di dar le comissioni proprie perché possa rimettersi in corso per le rive di questa provincia, invigillare, et esseguire il publico servitio.
Humilio ai sovrani riflessi dell’Eccellenze Vostre la scrittura che mi vien presentata dalli interessati nel dacio della nova imposta de sali, che si pretendono pregiudicati per l’accrescimento delle mude arciducali, contro il tenor dei capitoli del loro appalto per le riflessioni e deliberationi prudentissime di Vostre Eccellenze.
Capodistria, 29 novembre 1705.
Tomaso Moresini, Podestà e Capitanio.
Allegati: supplica degli interessati dal dacio della nuova imposta dei sali (1 c.); elenco di condotte del dacio dell’imbottadura (1 c.).
AS Venezia, Senato, Dispacci, Istria, b. 86.
Trascrizione di Umberto Cecchinato.