2 luglio| 1705 Tomaso Morosini
Dispaccio del 2| maggio| 1706|
N. (senza numero)
Serenissimo Principe,
adempito con tutto il debito dell’attentione il sovrano incarico di Vostre Eccellenze, con l’espurgatione e riempimento de' roli di tutte le cernide della provincia, ordinato alla mia obedienza con venerate ducali 14 agosto prossimo passato, è mio indispensabile dovere rassegnare alla Publica Maestà la notitia di ciò ch’è stato essequito.
In questa general rassegna ho ritrovato le cernide al numero di 2.828, ma dall’anno 1695 in cui seguì un simili (!) supremo commando, essendone molti resi innabili e fatti vecchi nel servitio, ho dovuto supplire a questo diffetto cassandone 718 e, con la norma de' publici decreti chiamati tutti dalli anni 18 fino alli 34, ho rimesso 1.335, tutta fiorita e bella gioventù, atta e capace al publico servitio, mentre ho havuto mira di rimetter quelli che possono col minor incommodo delle loro famiglie intraprender, occorrendo, il servitio di Vostra Serenità, onde resta il numero delle cernide accresciuto di 517 e migliorato considerabilmente in qualità, attrovandosi hora attualmente il numero di tutte le cernide di 3.445.
Hora, mancando a buon numero de' soldati le armi, restano per ciò innoficiosi, perché di vecchie non ve ne sono che 1.990, anco gran parte inutili. Per le passate estrationi de' soldati di cernide per Dalmatia, che passarono a quella parte tutti armati, rimasero ivi diverse armi e gl’ultimi 500 spediti con le migliori armi, ritornarono in provincia tutti disarmati, così che per armar tutto il presente numero vi è il bisogno più di 2 mille moschetti, senza quali non può gente sì roza e imperita, ma altretanto robusta, ammaestrarsi, et apprender l’essercitio così necessario e importante per il servitio di Vostra Serenità.
Per li disordini ritrovati ne’ Capitani e Sargenti che mancavano al loro debito, come con altre mie humilissime dei 4 cadente ho rassegnato a publica notitia, ho ordinata la essecutione dei publici commandi, ossequiati in ducali 17 aprile passato, havendo nello stesso tempo prescritto a' Capi di cento, Caporali e soldati di mantener libera la provincia da' malviventi con l’insecutione de' rei, affine siano obedite le sovrane leggi, e goduta universalmente la quiete e la pace, tanto racommandata dalla religiosa pietà dell’Eccellentissimo Senato.
Sopra le infinite doglianze delle cernide di Polesana di esser, col titolo di guardar la fortezza di Pola, obligate due mesi all’anno per cadauna ad altre guardie con loro aggravio, et anco dispendio in caso di mancanza, come ho creduto di giusta(...) formarle un giusto calcolo cavato dal numero delli obligati, che li riduce all’impiego di un solo mese ogni 27 per cadauno, anco con l’esclusione di quelli di Fasana, per le ragioni espresse nella loro annessa supplicatione, così ho stimato di publico servitio ordinare che le guardie stesse debbano star alla custodia di quella fortezza, che per la pianta, per la strottura, e per il sito merita qualche consideratione, onde destinato a quel pressidio il Sargente Maggior Bodoria, qui avvanzato dalla Serenità Vostra, spero con la di lui assistenza, habbi a preservar detta fortezza fin’ora totalmente abbandonata.
E perché le cernide tutte venivano obligate a impieghi non aspettanti al loro officio, sopra li ricorsi delle medesime, le ho consolate con l’effetto delle publiche decretate esentioni, onde universalmente benedicono la regal munificenza della publica carità, e restano infervorate di divotione, e di obedienza per tutte le occasioni del publico adorato servitio.
Compita questa general rassegna con l’espurgatione dei innabili, e rimessa dei migliori nel breve termine de 30 giorni, ho poi nel ritorno consolati li sudditi con la visita del maggiore tanto da loro sospirata; onde a me resta che la continuatione del mio debolissimo ma infervorato servitio per il rimanente del reggimento verso tutti questi divotissimi e fedelissimi sudditi della Serenità Vostra.
Havendosi in questa rassegna pur impiegato il Vice Collaterale, implora anch’egli dalla publica auttorità che le sia assegnato il solito et ordinario emolumento de ducati uno al giorno, e di altri ducati 24 per la nuova riforma del libro de tutti i roli, com’è stato praticato nelle passate occasioni, onde risulterà il publico dispendio, unito al mio humilissimo servitio, la summa de ducati 354, per quali si supplica il sovrano concorso per la bonificatione del danaro di questa Camera. Gratie etc.
Capodistria, 2 maggio 1706.
Tomaso Moresini, Podestà e Capitanio.
Allegato: relazione sulle cernide di Polesana (1 c.).
AS Venezia, Senato, Dispacci, Istria, b. 87.
Trascrizione di Umberto Cecchinato.