2 luglio| 1705 Tomaso Morosini
Dispaccio del 15 luglio| 1706|
N. (senza numero)
Serenissimo Principe,
continuando sempre maggiori le premure di questa Camera a render sodisfatti tanti stipendiati e salariati, che implorano con fervorose instanze li pagamenti, né potendo suplire la Cassa libera, fa de' mestieri che io debba humiliare alla Serenità Vostra li ricorsi de' medesimi, e nello stesso tempo anco il stato della Camera, acciò con l’occhio proprio possa rillevare le angustie della medesima, e donare a tanti benemeriti supplicanti un raggio riflesso della sua pietà per sovvenirli con denaro obligato.
Come nelle passate ocasioni fu dalla Publica Sovrana Auttorità dispensato quello esato di ragione della liberazione de' banditi, così hora essendovi quest’incontro, potrebbe la publica generosa munificenza unire la disposizione dello stesso con altra summa che credesse propria a suffragar in qualche parte il bisogno di tanti supplicanti.
Io mi rassegno alla publica clemenza con li voti di questi creditori, per venerare li soliti effetti della publica pietà a consolazione de' medesimi. Grazie etc.
Capodistria, 15 luglio 1706.
Tomaso Moresini, Podestà e Capitanio.
Allegato: nota del denaro che s’attrova presentemente nella ducal camera e nota dei salari degli stipendiati (1 c.).
AS Venezia, Senato, Dispacci, Istria, b. 87.
Trascrizione di Umberto Cecchinato.