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3 novembre| 1706 Giovanni Foscarini

Dispaccio del 8| gennaio| 1707|

N. (senza numero)

Serenissimo Principe,
doppo li passi estesi dalla mia riverenza secondo le relazioni humiliate alla Serenità Vostra, ho preso per mano la materia importante de’ publici Sali per contribuirvi que’ riflessi che richiedesse il mio debito. Con gl’effetti dunque di questo mi presento ad esponere che, ritrovati in diffetto di decime questi possessori di saline per la summa di moza milla trecento diecisette, che sono stara quindecimilla ottocento sette, per tutto l’anno spirato 1706, ho voluto rillevarne il motivo. Visitati però li publici magazeni ch’essistono nelle contrade di porta San Pietro e porta San Martino, li ho veduti intieramente occupati, come in altri magazeni di particolari persone s’attrovano sali di publica raggione, tutto per la summa di stara ottantanove milla settecento vintisei, et ho rillevato che da ciò nasca il debito della decima, quale non si può essigere perché li depositi non sono capaci di maggiore summa.
Mi sarei tuttavia acquietato se non mi fosse un più rillevante disordine, mentre per l’accennato vi sarà supplito dalla vigillanza di cotest’Eccellentissimo Magistrato, cui rassegno un’eguale notizia, ma li due porti, pur nominati San Pietro e San Martino, che devono servire per caricadore alli bastimenti che provengono dalla Dominante, et alle barche tutte di questi sudditi, sono in maniera tale atterrati che non n’è il caso di potersene valere se non nell’occasioni dell’escrescenze del mare. Così, perdendosi inutilmente il tempo, si ritardano li carichi, e li bastimenti devono star esposti all’indiscretezza apunto del mare.
Questo publico Armiraglio m’ha fatto instanze per il rimedio, nella maniera che l’Eccellenze Vostre degneranno comprendere dall’ingionto suo memoriale, et allo stesso ho voluto se n’unisca un altro dell’importar della spesa per la loro escavatione, che sarà pure inserto.
La fa apparire di milla ducati circa, esprimendo pure l’occorrenza d’altri materiali e lo stille tenutosi in passato per l’espurgo del porto San Martino, che dimostra la metà del dispendio. Che sia importante il rimedio ben lo dimostra la materia di cui si tratta e spicca più espressamente dall’altro unito foglio del scrivano e scontro publici de sali, che nel spiegarmi la quantità de medesimi lo raccordano essem(pio) al servizio della Serenità Vostra.
Io altresì li ho veduti occularmente nella descresce(nza) dell’acqua, e sono rimasto persuaso dall’evidenza della verità che rassegno. In ogni caso poi che il commando dell’Eccellenze Vostre si compiacesse d’estendersi al riparo cogliendo l’opportunità della staggione, imploro un loro riflesso sopra l’essaustezza di questa publica Cassa, per l’impotenza d’alcun esborso di denaro libero, nella guisa che con altre mie sono per rifferire le angustie, che mi circondano quando non s’habbi ad usare l’obbligato, che de soli soldi per lira può disponersi. Permesso ciò che richiede la sodisfattion del mio debito nell’esponere liberamente lo stato preciso delle cose, non havrò che a venerare con intiera humiltà il supremo volere dell’Eccellentissimo Senato. Gratie etc.
Capodistria, 8 gennaio 1706, m.v.

Giovanni Foscarini, Podestà e Capitanio.

Allegati: relazione sul contenuto dei pubblici magazzini delle contrade di San Martino e San Pietro (1 c.); nota dei materiali che occorrono per il restauro dei porti di San Martino e San Pietro (1 c.); relazione dell’ammiraglio Davanzo, sullo stato dei porti di San Martino e San Pietro (1 c.).

ASVe, Senato, Dispacci, Istria, b. 87.
Trascrizione di Umberto Cecchinato.