• it
  • it
  • en
  • hr
  • el
  • de

3 novembre| 1706 Giovanni Foscarini

Dispaccio del 7| febbraio| 1707|

N. (senza numero)

Serenissimo Principe,
io mi desiderarò sempre poter rendere alla Serenità Vostra buon conto delle mie humilissime applicationi, come lo facio sopra il tenore dell’ingionto memoriale, giuntomi con le publiche ducali 31 decembre passato, a’ 2 del spirato gennaro solamente inchinate.
Il bastimento carico con sali espresso nel memoriale medemo è uno delli due fatti fermare nel porto di Pirano dall’Illustrissimo mio precessore, doppo essersi collà ridotto col fine di questa carica, spediti poscia all’ubbidienza dell’Eccellentissimo signor Proveditor d’Armata Loredano a Parenzo, sotto la scorta della barca armata del Capitan Zuanne Cernizza, c’ha esseguito l’arresto.
Sino all’hora, nella cognitione del successo, che accadé ne primi momenti del mio arivo a quest’incombenze, non ho mancato alle mie parti, per non lasciar correre l’essempio in pregiuditio di questa rappresentanza, ma principalmente per veder custoditi li publici patrimonii da discapiti, come per mia indemnità ne ho fatto alla Serenità Vostra un’essatta relatione colle mie riverentissime 12 novembre ultimo scaduto. Quest’atto di dovuta rassegnatione ha servito per meritarmi il gradimento dell’Eccellenze Vostre nelle ducali 4 decembre sussequente, onde non ho in tale proposito che rifferire di più.
Dirò solamente che per rispondere con intiera asseveranza di verità ho richiesto al preaccennato Eccellentissimo signor Proveditor d’Armata se il bastimento contenuto nel memoriale sia uno delli due mentovati, e se il patrone sia Giuseppe Giugliazzi da Fermo. Havendomi però sua Eccellenza con cortese maniera assicurato che sia lo stesso, e che tuttavia s’attrovi nel porto di Parenzo alla di lui ubbidienza, a me non resta altra parte che d’haver essercitato pienamente la mia rassegnata ubbidienza.
Altresì l’ho disposta per rillevare se Luca Bechlen, beccaro, richiestomi da’ signori giudici di Trieste per la reità d’un homicidio da lui commesso nello Stato imperiale, sia suddito della Serenità Vostra, ma doppo l’uso delle più esquisite dilligenze non m’è riuscito ritrahere lume immaginabile, né meno dalla villa di Salet, della quale m’hanno accennato nelle loro lettere essere oriundo.
Rassegnando dunque a’ publici riflessi lo stato delle cose, attenderò la prescritione per la formalità delle risposte, che mi potrebbero esser dimandate con replicate instanze. Suplito a questi riguardi, imploro mi sia permesso d’accennare che con la stessa puntualità l’ho fatto colla publicatione de’ proclami in ogni luogo della provincia, e particolarmente ad Isola, in proposito dell’estratione de’ vini per il Friuli, relativamente a quanto dalla Serenità Vostra è stato ingionto al reggimento d’Udine, in veneratione alle publiche ducali 30 ottobre passato, con che pure adempio al debito ingiontomi nell’altre 18 decembre a’ 3 del corrente pervenutomi, come in qualunqu’occorrenza sarà non dissimile il mio riverentissimo ossequio. Gratie etc.
Capodistria, 7 febraro 1706, m.v.

Giovanni Foscarini, Podestà e Capitanio.

Allegato: memoriale sulla cattura dell’imbarcazione da Fermo (1 c.).

AS Venezia, Senato, Dispacci, Istria, b. 87.
Trascrizione di Umberto Cecchinato.