3 novembre| 1706 Giovanni Foscarini
Dispaccio del 12 aprile| 1707|
N. (senza numero)
Serenissimo Principe,
rassegnata alla Serenità Vostra coll’humilissime mie 21 del passato genaro, fra l’altre, l’urgenza del ristauro di questo publico castello e del magazeno dell’Artigliaria, m’hanno espresso le venerate ducali 24 febraro susseguente la facoltà di farvi suplire.
Ciò però, riguardando l’uso nella spesa del denaro libero, devo in vece dell’essecutione rifferir l’impotenza, mentre la costitutione pur troppo angusta di questa publica Cassa non permette di gran lunga il suplemento all’obligo che tiene di molti esborsi. Pure, a fronte di tutta la necessità e de’ creditori, m’é convenuto spremere lire centosessanta per il ristauro di queste priggioni, perché tentata da rei che vi sono la rottura delle medesime, s’è dovuto senza ritardo ripararvi, impiegandovi anco alcuni tavoloni di rovere, ritrovati al mio giungere preparati coll’oggetto d’ampliare le stesse carceri, pur troppo anguste et incapaci rispetto all’occorrenza della giustizia.
Così se bene non m’è stato permesso di far precorrere alla Serenità Vostra la notizia, spero la publica approvatione, come l’imploro, egualmente che attenderò di versare nelle operationi necessarie al castello et al magazeno dell’artiglieria, quando mi sia accordato il modo, il che non può succedere senza la previa dispensa de’ soldi per lira.
Per i riguardi di questo Monte di Pietà ho incaricato li Presidenti a rillevar l’indispensabile circa il suo ristauro, ma successi degl’altri a quelli che m’havevano pressato per il rimedio, pare che questi intendano potersi differire come dovranno rispondere, quando mai succedesse per il ritardo danno maggiore.
Sarà pur preparata la mia ubbidienza alla venerattione del publico comando sopra il punto accennato nelle precitate riverentissime mie in proposito de’ bombardieri esteri che sono descritti in questa compagnia, havend’anco suplito all’informationi ricercatemi dal Magistrato Eccellentissimo all’Artigliaria, in consonanza delle dispositioni della Serenità Vostra.
Con la scorta di queste, inchinate nell’altre ducali 29 genaro, ho rifferito al Magistrato Eccellentissimo al Sale quanto ho creduto del migliore publico servizio per l’escavatione delli due porti di San Pietro e San Martino, e perché l’effetto succeda con quel proffitto che si richiede, ho raccordato prima di tutto ricercarsi lo stabilimento dell’operationi, che dovranno rillevarsi col publico perito. Posto ciò, che si verserà per far il fondo della spesa, e sopra la qualità delle contributtioni, servendo la qualità della staggione per disponere le dilligenze premesse, perché l’operationi non potranno intraprendersi che con il fine della prossima estate. Nell’atto delle premesse applicationi non ho mancato di provedere questo Fontico di formento, sino che col benefficio del nuovo raccolto si possa migliorare di prezzo; per altro vantaggioso rispetto alla condittione de’ tempi, e degl’altri luoghi circonvicini, egualmente che spirata l’affittanza già alcuni giorni del dacio del bezzo per orna di questa città, et essendo cadente la condotta di quello detto della Cornaria di Grisignana, ho intrapreso l’uso degl’incanti con speranza di disponerli nuovamente senza discapito dalle passate locationi, il che dà vigore alle mie fatiche sin qui riuscitte non infruttuose.
Ad ogn’altra occorrenza di questi sudditi nel corso di cinque mesi passati di pochi giorni da che qui servo, ho procurato di suplire col possibile loro sollievo, e col migliore servizio della Serenità Vostra. A continuatione di questo debito, passerò nel venturo mese per tutta la provincia a consumare la solita visita prefissa dalla publica providenza col fine grazioso di consolare li popoli lontani, e rimarà in tanto qui per assistere a quanto fosse necessario uno di questi nobil huomini Consiglieri. Vedrò con il giro stesso lo stato de’ Fontici e Luoghi Pii, per togliere gl’abusi, astringere alla sodisfattione li debitori contumaci e levare ogni pregiuditio diretto verso li publici patrimonii, et ogn’altra mala operatione che venisse praticata.
Farò di luogo in luogo comparire su l’armi li stati d’ordinanze per suplir al diffeto del rolli, et oprer(ò) con vigore di spirito in tutto ciò che sarà mai possibile per ridurmi poi a render essatto conto alla Serenità Vostra della qualità del mio impiego. Gratie etc.
Capodistria, li 12 aprile 1707.
Giovanni Foscarini, Podestà e Capitanio.
AS Venezia, Senato, Dispacci, Istria, b. 88.
Trascrizione di Umberto Cecchinato.