3 novembre| 1706 Giovanni Foscarini
Dispaccio del 29 aprile| 1707|
N. (senza numero)
Serenissimo Principe,
pochi giorni doppo li mio giungere in quest’incombenze, che seguì alli tre del passato ultimo novembre, m’è pervenuto il comando del Reggimento Eccellentissimo dell’Arsenale di preparare la mia ubbidienza al getto d’una nuova caratada in questa provincia, per effettuare la condotta de’ roveri già recisi in questi boschi. Nuovo nella materia, ho versato senza ritardo per instruirmene, e dalle carti ho rillevato che col mezo delle dilligenze dell’Illustrissimo mio precessore erasi stabilito un appalto ben vantaggioso per l’effetto premesso. Successivamente ho inchinato il precetto della Serenità Vostra nelle ducali 12 febraro, per intraprendere l’impositione mentovata con facoltà di valermi del denaro obligato di questa Cassa per l’esborso della prima rata, onde seguisse il trasporto de legni colla sollecitudine corrispondente alle publiche premure.
Intanto l’ossequio mio non haveva lasciato di rimostrare allo stesso Reggimento Eccellentissimo all’Arsenale gl’obietti che mi s’affacciavano, e particolarmente di non poter far la prestanza ingiontami.
Nell’attenzione di risposta mi sono sopravenute altre venerate ducali 17 marzo spirato di tenore quasi consimile alle premesse, e replicatimisi li stimoli dell’operare dal medesimo Eccellentissimo Reggimento all’Arsenale, mi sono immediate accinto all’essecutione. Per praticarla senza il grande aggravio de sudditi, nel far nuovo testadego ho richiesto quello che s’attrova presso la carica di Raspo, da dove, non honorato di risposta, ho finalmente inchinato le nuove ducali 14 spirante, che ritrattandomi le commissioni sopra riferite, m’accennano demandata la materia alla carica medema. Mentre però nell’espositione premessa ho inteso di rimostrare, non havendo havuto nella facenda altra parte che quella della rassegnatione, la prometto anco nell’avenire eguale alla Publica Volontà, e contribuirò a lume del migliore serviggio dell’Eccellenze Vostre quanto mi fosse ricercato e potessi esser profficuo all’oggetto medemo. Per altro, havendo molti Illustrissimi miei precessori essercitato il proprio talento e zelo, e nel getto di più caratade, e nel far suplire alle condotte di roveri, non so né meno vedere che la carica mentovata di Raspo sia stata col titolo di Giudice Delegato nella materia de roveri. Vengo bene assicurato che siasi andata introducendo a pocco a pocco per lo stesso acquisto, ottennendoli finalmente generico, quand’in passato di reggimento in reggimento è stata implorata la permissione. Altresì con antiche dispositioni la vedo demandata a questa carica, e trovo che sia stato fatto continuamente, com’apparisce dall’essempii delle sentenze, tanto più piacevoli quanto qui non portano alcun aggravio di cavalcata, come lo è (in) quella parte.
Tutto ciò m’ho creduto in debito di rifferire per non lasciar mai cadere ne miei successori un pregiudicio osservabile, e quanto a me mi sarà sufficientissimo d’haverlo alla Publica Sapienza, di cui sola è la potestà di regolare i passi et i moti de suoi rappresentanti.
Cessandomi dunque l’impiego per quello concerne la caratada prima comandata a questa carica, anco perché la precedente di Raspo si trova tuttavia non essatta compitamente, mi ridurò ad attendere alli stortami e bracioli, onde si raccolgano alli caricadori, e segua quanto prima il trasporto nella Casa Eccellentissima dell’Arsenale.
Verserò in quest’oggetto, oltre tutti gl’altri rassegnati, alla Serenità Vostra mie humilissime 12 cadente, coll’occasione della visita che sono per intraprendere dentro il venturo, e non abbandonerò di vista li fondi publici di case e terr(eni) disposti a’ nuovi habitanti in Parenzo, per non dar motivo alla publica Cassa, affine di rillevare gl’usurpi, di comandare sopra luoghi precisi, con maggior aggravio nel che pure è stato versato da questa carica per publico comando sino nell’anno 1674, sempre colla divotissima premura di non esser intieramente inutile a’ riguardi della Serenità Vostra. Gratie etc.
Capodistria, li 29 aprile 1707.
Giovanni Foscarini, Podestà e Capitanio.
Allegato: copia di ducale (1 c.).
AS Venezia, Senato, Dispacci, Istria, b. 88.
Trascrizione di Umberto Cecchinato.