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5 marzo| 1708 Nicolò Contarini

Dispaccio del 10 luglio| 1708|

N. (senza numero)

Serenissimo Principe,
mentre si attendeva qual effetto producessero le mie risposte al Vicario Luogotenente di Pisino, scritte sotto li 3 corrente, con la rilassatione delli due sudditi di Montrevo, territorio di Montona, e restitutione degli animali di quelli di Mompaderno sotto San Lorenzo, con sconcerto continuato nella notte delli 5, venendo li 6 dalli arciducali col pretesto loro ordinario di differenze promiscue, avvanzatisi dentro i terreni di propria ragione de quelli della villa di Cattuni, in contra’ di Lombendizza, hanno tagliato e dissipato formento, biade, piantade et olivari di diversi de quei sudditi, rilevate per la stima di stara tra formento et altre biade 96 in circa. Disdotto schiere di piantarelle e piante 60 di olivi novelli. Il che non può esser seguito senza l’espressa commissione o tacita permissione di quel Vicario Luogotenente, perché nel caso antecedente della responsione del confine, e delli due huomini arrestati a Montrevo, firmirono gli arciducali a commune commandati dal Zupano di Antignana e furon corretti col lievo della pena li innobedienti.
Io pure speravo che esso Vicario mi replicasse sopra l’obligo che gli insinuavo di corrisponder et di attender li effetti delle sue essebizioni; ma si vede che egli attende che si prencipii da questa parte con la restituzione dei pochi animali rimasi a San Lorenzo, e con la rilassazione dell’huomo condotto a Montona.
Soggionge il Podestà di San Lorenzo, con altre lettere delli 7, ricevute insieme con le altre delli 6 il giorno di hieri, di haver ricevute lettere dal detto Vicario di Pisino, con le quali, facendosi un artificioso vantaggio sopra la reclamatione delle cose passate, dice di attender la restitutione degli animali di una parte e l’altra senza l’essecuzione di alcuna accusa, essendo stati semplicemente ritrovati al pascolo su le differenze communi, insistendo in questa forma di far differenze la particolare fineda di Mompaderno; ma tra tanto egli ne differisce l’essecuzione, attendendo che si dia principio da questa parte, dove è molto minore il numero degli animali detenuti riguardo a quelli levati per forza, ristretti a soli cinque, dove quelli di Antignana ne trattengono 21 di quelli di Mompaderno. Mostra poi senso per la violatione del castello di San Lorenzo, essibendosi di procedere con tutta severità contro l’auttore.
Al Podestà di San Lorenzo ho rescritto, che nelle risposte si contenga che capitato nuovo alla carica, sente con infinito dispiacere li disturbi accaduti sotto il suo precessore, e che quando aspettava rimossi i disordini e castigati li auttori delle novità, le tocca sentire procedute le cose a maggiori eccessi con la devastatione di biade, et incisione di arbori, viti et olivari da suoi sudditi armati e numerosi con evidenza che non sian mossi privatamente da per loro, che non corrisponde all’espressioni cortesi delle sue lettere, con l’ordine delle quali godeva di poter ben (...) e corrispondere a tutte le ocasioni. Che questo seguito in luogo d’indubitata ragione del commune di Cattuni da grave motivo di esclamationi alli poveri sudditi damnificati, che insistono per il risarcimento del danno, che si persuade verrà ad essi poveri agravati da esso Vicario amministrata ragione, e giustitia a scanso de maggiori inconvenienti. Che quanto alla violatione del castello, l’interesse essendo stato di quelli di Antignana per recuperar gli animali, cade la consequenza dell’eccesso sopra di loro, e che non mancarà alla sua diligenza mezi per ritrovarli come sarà procurato da esso signor Podestà, perché quando non fossero sudditi veneti non restarebber impuniti; e se potesse haver qualche lume contro quelli di Antignana, l’aggionga a sua notizia per fondamentare le cose già premesse, come siino (?) soggiunto espressa commissione d’invigilare sopra questo particolare, e sopra quello che alcuni sudditi habbian assistito alli Arciducali in questa ultima devastazione, et uno si sia obligato a pagar decima a Pisino sopra terreno posto in pertinenze di San Lorenzo per la dovuta correttione col publico assenso, come mi è restato prescritto nelle prime ducali 9 giugno decorso in proposito delle correnti emergenze.
Che quanto alla restituzione degli animali deliberatione degli huomini, esso signor Podestà atende l’essecutione delle cose da esso Vicario concertate con questa carica superiore, alla quale in questa parte si rimette, come quella che ha assolato a sé questo particolar interesse, e per fine che corrisponderà sempre nei atti di giustitia, e di gentilezza ai buoni essempii di esso Vicario.
Da tutte queste cose potrà la Serenità Vostra chiaramente rilevare l’intentione delli austriaci, li quali procedono senza alcuna riserva palesemente con pronta unione di gente, e di armi appoggiata dall’auttorità del Vicario; e da questa parte non si è in stato di poterseli opponere procedendosi con riserve, né scoprendosi nei sudditi egual prontezza, quando non venga incalorita da risoluti commandi, pochi essendo i danneggiati, e per consequenza interessati nella diffesa de proprii beni, e nell’oporsi alle risolutioni et unioni degli arciducali; e quando la cosa habbia a camminare con li presenti rispetti, si prevede di dover sempre soccombere, e forse soggiacere a maggiori pregiuditii.
Accresce le difficoltà l’esser la maggior parte de sudditi della Serenità Vostra privi di armi, monitioni tanto i soldati quanto gli altri, come per altro quando fossero ben assistiti e diretti superano di numero e di spirito li arciducali per poter sostenere le publiche ragioni.
Humilio copia delle lettere et altro concernente questi ultimi successi a maggior lume delle publiche prudentissime deliberazioni.
Per l’affare dei transiti maritimi contenuto nel memoriale dell’Ambasciador cesareo, questo viene esato per antica consuetudine per ricognitione dell’alto Dominio della Serenità Vostra sopra il golfo per le mercantie, che dal porto di Trieste vengono condotte sotto vento a ragion di mezo ducato per miaro pagato dai mercanti senza contraditione in monetta di Camera, non usandosele alcun rigore nella quantità e standosi allafede de foro medesimi, e delle note che mandano qui alli loro corrispondenti che levano da questo reggimento li mandati di transito.
Contiene esso memoriale un secondo aggravio, che forse è riuscito ai marcanti più sensibile, ch’è levar fede di Sanità col pagamento di soldi quattro per collo. Nell’ocasione passata del corso dei francesi per questo golfo, i mercanti triestini facevano condurre le loro mercantie in questa città per coprirle dal pericolo, e sotto titolo et espeditione di mercantie venete condurle sicuramente sotto vento con bastimenti e marinari sudditi. In quel tempo furon levate le fedi di Sanità da questo officio, et obligati i mercanti al detto pagamento di soldi quattro per collo. Cessata l’ocasione fu già un anno levato anco l’uso di queste fedi, che vengono fatte a Trieste: onde resta sopita la seconda parte dell’indolenza sopra le fedi di Sanità, e sussiste la (...) del transito maritimo fondata sul’ antica consuetudine, e sopra qualche publica terminazione de rappresentanti straordinarii in questa provincia di esigersi con desterità la contribuzione, che è stata sempre praticata da longhissimi anni alla misura di lire 3 soldi 2 per miaro.
Col ritorno dalla fiera di San Giovanni da Fiume di alcuno di questi mercanti, et officiali bombardieri da me incaricati non si tengono certe novità, poiché il trasporto di militia per il Regno di Napoli è già seguito in tre volte di circa 2 milla huomini, et ivi era ultimamente capitato soggetto di qualità con titolo di generale col seguito di 40 persone di suo servitio, per far anch’esso il medesimo passaggio.
Le commissioni di resturar il publico palazzo di Grisignana e la publica torre di Albona, se non restano avvalorate dalla dispensa del denaro obligato dei soldi per lira, manca ogni altro mezo per l’angustia della publica cassa, come soprabonda in me il fervore d’impiegarmi infaticabilmente nel publico adorato servitio della patria. Gratie etc.
Capodistria, 10 luglio 1708.

Nicolò Contarini, Podestà e Capitanio.

Allegati: quattro relazioni sulla disputa tra le comunità di Monpaderno e di Antignana (10 cc.).

AS Venezia, Senato, Dispacci, Istria, b. 88.
Trascrizione di Umberto Cecchinato.