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10 luglio| 1707 Bastian Soranzo

Dispaccio del 24 novembre| 1707|

N. (senza numero)

Serenissimo Principe,
dalla gran generosità di Vostra Serenità che è appogiata la mia debolezza questa carica di Podestà di questa città (!), havendo tolto l’ingresso di questo publico palazo di Vostra Serenità sotto li 7 aprile decorso, e lò (!) trovato tutto in precipitio, li soleri di sopra e tutti li scuri e porte sopra la piaza, come anco per tutte queste case sopra la piaza si ritrova veri, e questo publico palazo di Vostra Serenità era tutti li balconi di tella rotti. La mia divotione che professo a Vostra Serenità è debito che mi corre, mi ho applicato con questi Illustrissimi Giudici, e li ho persuasi ch’alla venuta dell’Eccellentissimo signor Podestà e Capitanio di Capodistria, come Giudice Delegato da Vostra Serenità di questa città. Habbiamo fatto instanza come Podestà e li Illustrissimi Giudici uniti, habbiamo havuto il decreto dall’Eccellentissimo Podestà e Capitanio Giovanni Foscarini alla summa de ducati 60, habbiamo ottenuto la gratia e dalla mia debolezza, ho procurato impiegar il detto soldo con tutto il risparmio, ho fatto giustar tutti i soleri, et balconi, e porte et undeci fenestre de veri con suoi teleri, con qualche spesa di più. Vedendo questo publico palazzo d’una bisognosissima fattura, essendo tutte queste case sopra la piazza incartate, e questo publico palazzo, e d’incantar, se questa povera communità non fusse così miserabile, haverei persuaso detti signori Giudici a far la seconda spesa. Il mio debito di buon cittadin è d’invigilare il servitio pub(lico), havendo questo publico palazzo due magazeni, oltre la caneva e magazen da legne e questi due magazeni non serve altro, e tali medesimi humilio a Vostra Serenità se comandasse affittarli per dieci anni, e del soldo antecipato incartar il detto palazzo, che renderà decoro al publico rappresentante. Et del tutto metto sotto i sapientissimi riflessi di Vostra Serenità. Gratie etc.
Parenzo, li 24 novembre 1707.

Bastian Soranzo, Podestà.

AS Venezia, Senato, Dispacci, Istria, b. 88.
Trascrizione di Umberto Cecchinato.