29 maggio| 1707 Andrea Longo
Dispaccio del 9| giugno| 1707|
N. (senza numero)
Serenissimo Principe,
approdati in questo porto quattro bastimenti perastini e tre polache dulcignote con carico di formenti, restorono hieri sera da un nembo improviso sommamente agitati e sconvolti, con interessamento delle loro gomene. Nata da ciò un’acre alteration di parole tra detti Perastini e Dulcignoti, sarebbero anche venuti alle mani, se giunta providamente la notte non havesse per all’ora divertiti i disordini e le hostili operationi. Sospesi però gli effetti, ma non sopito il furore, apenna comparsa la luce di questo giorno mandarono li Perastini a sfidare li Dulcignoti medesimi, destinando per la minacciata vendetta un luoco vicino a questa terra, dove con aprensione de quei poveri habitanti si sono immediate incaminati. Procurai sollecitamente con i mezi più efficaci e più cauti di farli insinuare moderatione negli spiriti concitati, e persuaderli alla pace, ma niente ascoltando le insinuationi si sollevarono all’armi, onde vedendo nel promosso tumulto imminenti più gravi sconcerti, e conoscendo sovrastare ai sudditi di Vostra Serenità fatali pericoli, e forse ancora qualche publico impegno, stimai bene ad oggetto di divertirli portarmi in persona a quella parte, dove con le maniere più dolci mi è riuscito doppo molta fatica di moderarli e placarli, ponendo quiete al tumulto, fine alle discordie e consolatione all’animo perturbato dei sudditi stessi; tutto rassegno con la dovuta pontualità ai venerati riflessi della Serenità Vostra, implorando un benigno compatimento se nella gravità di questo improviso successo non mi fossi diretto con i lumi più perfetti della prudenza, protestando che l’errore sarà bensì una colpa innocente del mio fiacco talento, non già del divoto mio zelo e dell’humiltà del mio cuore. Gratie etc.
Pirano, li 9 giugno 1707.
Andrea Longo, Podestà.
AS Venezia, Senato, Dispacci, Istria, b. 88.
Trascrizione di Umberto Cecchinato.