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2 dicembre| 1708 Stefano Pasqualigo

Dispaccio del 2| dicembre| 1708|

N. (senza numero)

Serenissimo Principe,
vengo ad humiliare li miei ossequiosissimi rispeti alla Serenità Vostra, rapresentandoli il stato deplorabile del publico pallazo, ove al presente mi ritrovo, il qualle tiene il tetto tutto disfatto, che quando piove non siamo sicuri nel medesimo, perché da’ venti impetuosi tutto si scuote; li pavimenti sono tutti rilasciati levando la pratica sopra quelli; il fogolaro della cucina sta cadente in stato talle, che quelli che devono operare sono privi d’acostarsi per non ricevere qualche precipitosa caduta, et esser anco la stessa priva de solite scancie; li scuri de balconi quasi tutti rotti senza cadenazi, ochieti, bertoele e mancanti anco di qualche polise. La salla tiene in mezo una scalla che descende nella stalla senza alcun appoggio di sopra, che potrebbe inavedutamente causare qualche inconveniente non sollo a noi ma anco a figlioli di tenera ettà; il che supplico la Serenità Vostra di far ordinare a chi s’aspetta per il provedimento dello stesso, altrimenti mi resti provisto d’altra habitatione per il corso del mio regimento che tanto imploro da Vostra Serenità. Gratie etc.
Portole, li 2 dicembre 1708.

Steffano Pasqualigo, Podestà.

AS Venezia, Senato, Dispacci, Istria, b. 88.
Trascrizione di Umberto Cecchinato.