5 marzo| 1708 Nicolò Contarini
Dispaccio del 4| maggio| 1709|
N. (senza numero)
Serenissimo Principe,
nelle ducali 13, 20 e 27 aprile decorso rilevo, con divotta consolatione del mio cuore, il publico venerato gradimento alle mie riverenti applicationi. Animato perciò alla continuatione delle vigilanze sopra gl’andamenti delli Austriaci in questi confini, resta differito il viaggio per il litorale del Quarner del Capitano di Trieste, per attender ivi il general Tchina, Commissario e Consigliere di guerra, già spicato dalla corte di Vienna insieme col Leben, Consigliere Camerale di Gratz, per inspetioni militari e per visitare l’arsenale, cannoni e monitioni, e forse con qualch’altra commissione secreta. Formati processi a Trieste per ordine della Camera di Gratz per le procedure de’ legni armati di Vostra Serenità sopra li bastimenti di negotio che transitano il golfo, e sopra il vassello con carico di sale già fermato in questa provintia, essistente nel porto di Parenzo, si accrescono con qualche fondamento le gelosie de’ pensieri di novità, tanto intorno qualche altro porto franco per attirarvi negotii e legni del Regno di Napoli, quanto d’altre nationi di Ponente, così io stimo bene nel proposito de’ transiti maritimi di non promover alcuna novità in ordine delle piezarie o pegni, e di responsali conmandati dall’Eccellentissimo Magistrato de’ V Savii alla Mercantia, sino che sopra le sue informationi non venga dalla sovrana auttorità dell’Eccellenze Vostre prescritto il preciso sopra questo punto, ed in tanto continuarò l’ordine tenuto per il passato, mentre in essenza stante il pagamento in questa Fiscal Camera del mezo ducato per miaro delle mercantie che vengono condotte dal porto di Trieste per sottovento, si viene a conseguire l’effetto della recognitione dell’alto Dominio di Vostra Serenità sopra il golfo.
Mi rifferisce il confidente esservi preparato alli confini 24 milla stara di formento per Barcelona, per esser levato in questi porti arciducali di Trieste, o più probabilmente di Fiume, dove la fortuna confluisce abbondantemente le provisioni de’ bastimenti d’Albania, et altri luochi soliti capitare nelli proti di questa provintia, e ciò per schivare li legni armati e la forza di condursi a Venetia, declinando l’incontro vanno a scaricare li grani a Fiume e Segna, luochi arciducali sul Quarner, et in tanto sproveduta la provintia; Rovigno, numerosissimo di popolo, rivolto a Piran et a questa parte per esser sovenuto di qualche prestanza o coll’esborso di dinaro, non può esser soccorso, perché si penuria per tutto, come l’Eccellenze Vostre ne havevano le particolari e generali premure, mentre questa carica non può somministrarli alcun aggiuto, né praticare più alcuna diligenza, ristretto, nella cieca obbedienza della suprema venerata commissione di Vostra Serenità, di spedirsi tutti li bastimenti che capitassero in questa provintia alla Dominante, senza alcuna minima dispositione per le urgenze dei publici Fontici, che vengono provveduti tutto l’anno de formenti forastieri, poiché la provintia non soministra l’alimento che per poche settimane. A mia giustificatione però mi sia lecito col più proffondo ossequio di humiliare all’Eccellenze Vostre non esser mai invalso l’abuso rappresentato all’Eccellentissimo Magistrato alle Biave, da qualche indiscreto zelo di fermarsi per il bisogno di questa provintia alcun bastimento destinato per la Dominante, quanto è vero che, per non patir violenza alla libertà, non succedono più i soliti bastimenti a socorrer questi popoli, che sono per perir dalla fame quando dalla publica carità non le siano permessi i soliti mezi di provedersi da’ bastimenti di fortuna.
Palesarò il publico indulto d’investir per anni dieci de’ casalli di Città Nova chi si portasse ad habitarla, ma niente è per giovare questo rimedio, quando dal ritratto del legname secco, et innutile de’ suoi boschi non vengano resi habitabili, perché non potendovi concorrer che povera gente senza modo di far la spesa del proprio, e senza l’escavatione del porto per ricovero del barcolame pescarecio et altri legni maggiori, il stato dell’infelice città provedarà sempre a peggior conditione.
Approvata dalla publica carità la terminatione da me fatta per la buona dirretione di questo Pio Monte, riprende il buon’ordine et il respiro tanto neccessario alla sua sussistenza et ai sovegni della povertà, dove per il passato la confusione serviva per coprire la malitia e la mancanza di denaro per i giornalieri impegni.
Per le congionture poi che potessero succeder con i Triestini per nuova provisione di formento, oltre la legitima scusa di non esservi per il bisogno di questi Fontici, scansarò anco l’occasione per le prescrittioni sovrane di Vostre Eccellenze, a gloria della mia proffondissima obbedienza. Gratia etc.
Capo d’Istria, 4 maggio 1709.
Nicolò Contarini, Podestà e Capitanio.
AS Venezia, Senato, Dispacci, Istria, b. 89.
Trascrizione di Umberto Cecchinato.