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25 luglio| 1709 Aurelio Contarini

Dispaccio del 28 gennaio| 1710|

N. (senza numero)

Serenissimo Principe,
hoggi che li Giudici della Communità di Montona, per occorrenza della medesima, capitarono a farmi certa instanza, essendo stati da me ricercati di varie cose attinenti al buon governo, et poi anco se a quei confini fosse stata fatta dagl’Austriaci alcuna novità, m’accennarono essere pocche settimane che (da)gl’Austriaci stessi alla parte di Montreo, sito solito delle controversie, sia stata svelta una delle pietre di confine; et questa o altra sia stata piantata più adentro lo Stato veneto, con pregiudicio delle publiche raggioni e di sudditi della medesima villa di Montreo. M’hanno poi anco accennato essi Giudici, che dall’Illustrissimo loro Podestà sia stato sopra questa novità incaminato processo, et che in oltre possa haverne ragguagliata l’Eccellentissimo Senato. Lasciando però esso signor Podestà senza noticia questa carica, alla quale immediate si conviene, come dalle ducali 9 giugno 1708, osservo essere stati incaricati dall’Eccellentissimo Senato li reggimenti di Montona, Albona e San Lorenzo, perciò gli sono stati da me ricercati tutti gl’atti ivi seguiti, e nello stesso tempo, pratticandosi dalla mia riverenza la massima nelle predette ducali prescritta a questo reggimento, gl’ho insinuato perché quanto prima colla maggior cautella con mano privata, et rimosso il pericolo de’ publici impegni, procuri di far restituire le cose nel pristino stato. Di quanto mi giungerà in risposta, che anderà seguendo, humilierò alla Serenità Vostra le noticie, non lasciando né meno d’indagare et raccogliere li lumi che mi sono necessarii per rendere obbedite le commissioni che in questa materia di confini ho inchinato nelle ducali 11 del cadente, ultimamente pervenutemi. Gratie etc.
Capodistria, 28 gennaio 1709, more veneto.

Aurelio Contarini, Podestà e Capitanio.

AS Venezia, Senato, Dispacci, Istria, b. 89.
Trascrizione di Umberto Cecchinato.