25 luglio| 1709 Aurelio Contarini
Dispaccio del 7| febbraio| 1710|
N. (senza numero)
Serenissimo Principe,
con mie humilissime lettere 28 genaro accennai alla Serenità Vostra la novità recentemente fatta dalli Arciducali del contado di Pisino, alla parte di Montona, dove havend’essi svelta una delle pietre de’ confini l’uno e l’altro Stato, hanno più adentro nel Veneto piantata la medesima, o altra come fecero in questi ultimi anni ancora, al qual tempo da’ sudditi di Vostra Serenità restò cautamente di notte rimossa et rimessa nel sito che è solito et di raggione. Hora sono in debito di rassegnare all’Eccellenze Vostre il constituto del Zuppano, cioè Meriga, della villa di Montreo, trasmessomi dal nobil huomo Podestà di Montona, dal qual costituto si comprende che gl’Arciducali documentati dalla passata operatione de’ sudditi Veneti, li quali remisero come sopra le cose nel pristino stato, stano hora essi Arciducali numerosi in guardia per opporsi et divertire anco con la forza un nuovo consimile effetto, che da me pure prima di tali noticie era stato insinuato al predetto Illustrissimo signor Podestà, et che ciò stante non è possibile pratticarsi senza pericolo di qualche sconcerto. Rillevasi pure dal costituto medesimo che essi di Montreo, sudditi Veneti, temendo che gl’Imperiali desolassero quelle terre, come fecero altra volta, habbino trallasciato di coltivarle e seminarle. Il tutto però humilio alle ponderationi supreme dell’Eccellenze Vostre. Gratie etc.
Capodistria, 7 febraro 1709, more veneto.
Aurelio Contarini, Podestà e Capitanio.
Allegato: costituto sulle vicende ai confini col contado di Pisino (1 c.).
ASVe, Senato, Dispacci, Istria, b. 89.
Trascrizione di Umberto Cecchinato.