16 marzo| 1709 Alvise Priuli
Dispaccio del 16 maggio| 1709|
N. (senza numero)
Serenissimo Principe,
uno de’ più rimarcabili incharichi che la Serenità Vostra appoggia a’ di lei Rapresentanti si è l’accudire all’abbondanza de’ luochi in cui sono destinati al governo. Io dunque, spedito dall’Eccellentissimo Maggiore Consiglio alla reggenza di questa città, ho trovato la medesima così essausta et annichilata nel vivere, che non ha pane per un giorno, non che per mesi o settimane. Questa, già mediocremente risorta con nuova popolatione di gente pescareccia e forestiera, non si può esprimere quanto impatientemente toleri la miseria e quanto minori coll’abbandono di queste mura. Per supplire a’ numeri della mia incombenza, ho spedito uno de’ Giudici in Pirano, e m’è sortito di comprare stara cento di formento da’ bastimento che scaricò in quella terra il rimanente; ma nell’occasione di voler mandarlo a molino, fu, et è di presente, tenacemente conteso da quella caricha il trasporto, tuttoché comandato anco dall’Eccellentissimo signor Podestà e Capitanio di Capodistria, che dal riccorso fatto riconobbe il bisogno, né si sa il vero mottivo, adducendo solo haverne avanzato il raguaglio alla Serenità Vostra. A successo tanto inaspettato, et in udire le strida di questa gente, che si duole di vedersi a conditione peggiore de’ stranieri, asserendo ch’alla città di Trieste fu da Pirano concesso stara 500 circa di formento, m’è parso di neccessità humiliare a Vostra Serenità lo stato presente delle cose non adombrato da private particolari passioni, co’ quali pur troppo bramarei, non fosse per non sentir il dolore di veder questi poveri popoli languire neccessitati d’andarsene dispersi in traccia di pane.
Effetto dunque della clemenza, e paterna pietà della Serenità Vostra, sarà l’essaudire l’humili supplicationi che per mio mezo le rassegnano questi suoi fidelissimi sudditi, col comandare sii rilasciata senza dimora questa poca summa di formento già comprato co’ dinari del Fontico, acciò, ristorati dall’inedia, benedichino sempre questo Serenissimo Governo. Gratie etc.
Città Nova, li 16 maggio 1709.
Alvise Priuli, Podestà.
AS Venezia, Senato, Dispacci, Istria, b. 89.
Trascrizione di Umberto Cecchinato.