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1 settembre| 1702 Andrea Contarini

Dispaccio del 1| settembre| 1702|

N. (senza numero)

Serenissimo Principe,
dall’alta benefica mano della Serenità Vostra honorata l’humiltà mia con l’impiego di questa carica, e presone dalla mia debolezza il possesso, mi portai in pretorea figura questa mattina nella catedrale alla messa solenne, dove non già il mio demerito, ma la publica Rappresentanza dové dal parroco, nell’entrare, vedersi delusa del stabilito dalla Serenità Vostra a tutti i di lei Rappresentanti: suono di organo et esibizion di sua mano d’acqua benedetta alla porta. Ciò che stimai diffetto di cognizione fu scoperto malizia di volontà, poiché fatto venir il parroco sudett,o e ricordatigli i comandi della Serenità Vostra, in vece di rassegnarsi al sovrano volere, partì costante nell’opinione di seguire l’abuso sempre coretto dalla S.M. in ogni tempo et ordinario luogo.
Di ciò ne humilio le notizie al sacrario ossequiato della Serenità Vostra, rimanendo in tanto ristretto nella publica habitazione, senza venerar il tempio sino che dall’infallibile intelligenza della Serenità Vostra venghino date norme, o a me di seguir l’intenzione del religioso, o a questo d’ubbidire al stabilito dalla suprema auttorità di Vostra Serenità. Grazie etc.
Isola, primo settembre 1709.

Andrea Contarini, Podestà.

AS Venezia, Senato, Dispacci, Istria, b. 89.
Trascrizione di Umberto Cecchinato.