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19 maggio| 1709 Marin Zorzi

Dispaccio del 19 maggio| 1709|

N. (senza numero)

Serenissimo Principe,
non poteva, se non in quest’anno calamitoso, la povera terra d’Isola, supplicante, implorar genuflessa con preghiere incessanti sucorso. Penuria al segno magiore di grano, non capitando più bastimenti da niuna parte, né vi ha altro in questo Fontico a socorere un sì numeroso popolo che pur tutto il corrente, e per quanto ho potuto invigilar a pro di questi suditi per un tanto necessario alimento, non è stato possibile. Né altro vi vuole che la mano benefica del adorato suo Prencipe, che con tutta rassegnatione prostrati implorono, e ben sanno quanto sii grande l’amore verso de’ sudditi supplicanti. Costanti dunque confidono, e da questa () Comunità viene apposta spedito, per un tanto premuroso interesse, di d’appromurato (?) suo nuncio elletto??; ed io, per debito della caricha che sostengo, ne (...) tali pur troppo vere premure alla Serenità Vostra, acciò degni di consolare, come non dubito, una terra penuriante. Gratie etc.
Isola, li 19 maggio 1709.

Marin Zorzi, Podestà.

Allegato: supplica della comunità di Isola (1 c.).

AS Venezia, Senato, Dispacci, Istria, b. 89.
Trascrizione di Umberto Cecchinato.