23 settembre| 1709 Vincenzo Longo
Dispaccio del 14 gennaio| 1710|
N. (senza numero)
Serenissimo Principe,
saranno già stati umiliati a notitia della Serenità Vostra in più tempi dagl’Eccellentissimi miei precessori, gl’insidiosi attentati con quali hanno più volte gl’Austriaci procurato dilattare il confine nelle pertinenze della villa di Montreo di questa giurisditione. L’ultima volta ch’esequirono questo loro disegno fu l’anno passatto di questo mese, in cui di notte tempo, levata una pietra che segnava il vero e vecchio confine, ne vi posero altra in sito che li poneva in possesso di molti terreni di ragione de’ suditi della Serenità Vostra. Riposto per opra de’ pregiudicati il sasso stesso a suo luoco, restarono rimossi li pregiuditii, e levato ogni mottivo d’impegno tra suditi dell’uno e l’altro Stato. Lasciarono senza novità correre il tempo sin quest’ultimi giorni, ne’ quali all’improviso han rimesso una gran pietra in segno di confine nel luoco stesso ove l’anno passatto pur la posero, e da cui fu dal privato interesse levata. E perché dubitano che possi anco al presente seguire lo stesso, invigilano alla custodia del medesimo in grosso numero armati, spetialmente di notte, così che già due giorni portatosi il Zuppano della predetta villa di Montreo con alcuni de suoi per riconoscere l’operatione e levare ogni novità in caso di favorevol appertura, trovò guardato il posto, restando egli fugato col suono di campana a martello d’una chiesa vicina. Comparso però egli e fattane l’unita espositione, adempisco immediate il debito di rassegnare all’Eccellenze Vostre questo rillevante emergente. Esige il maggiore riflesso la novità non solo per i riguardi della Serenità Vostra, che per l’interesse de’ suoi suditi, pregiudicati di trecento giornate in circa di terra da semina, oltre moltissimi pascoli che sempre han goduto in sostentamento de’ loro animali, potendosi anco dubitare ch’il dolore del pregiuditio possi svegliare in loro qualche animosità, e reccare qualche disturbo alla publica quiete. Ho però commesso in efficace forma allo stesso Zuppano et interessatti di contenersi entro la più rigorosa modestia, prottestandoli che renderanno strettissimo conto di qualunque disordine.
Devo poi umilmente accennare alla publica venerata sapienza ch’i promotori del geloso disordine sono certe famiglie Brecevich d’Antignana, villa del contado di Pisino, che vorebero introddursi nel possesso delle terre, che si tentano d’usurpare havendo questi intaccato il confine colla fabrica d’una casa sopra sito d’indubitata ragione della Serenità Vostra, venendo sostenuti e protetti da quel Vicario imperiale. Da questo anzi sotto falsi prettesti in già un anno è stato rillasciato l’ingionto ordine, che rassegno a’ publici sapientissimi riflessi, contro le personne di certi Fusich dalla preacennata villa di Montreo, che sono le famiglie più pregiudicate dell’altre, onde veda la Serenità Vostra le formalità che si pratticano in oppressione di questa povera gente, a cui resta preclusa la libertà et insidiata la vita. Da queste riverentissime notitie illuminata la publica maturità, potranno anco essere stabiliti li dovuti compensi, all’importante afare in cui non lascierò d’usare la più dilligente attentione, sì nel caso di nuovo emergente, che nella gloria et onore d’ubbidire a venerati commandi dell’Eccellenze Vostre. Gratie etc.
Montona, 14 gennaio 1709 m. v.
Vincenzo Longo, Podestà.
Allegato: costituto sulle vicende di confine (2 cc.).
AS Venezia, Senato, Dispacci, Istria, b. 89.
Trascrizione di Umberto Cecchinato.