13 gennaio| 1709 Pasqual Antonio Dolfin
Dispaccio del 1| aprile| 1709|
N. (senza numero)
Serenissimo Principe,
le lacrimevole instanze fattemi da questi pressidenti del Collegio delle Biave per nome di questi benemeriti sudditi di Vostra Serenità, et li continui clamori de’ sudditi medesimi, eccitano il mio ossequientissimo zello, versato al solievo de’ sudditi et al divertimento degl’inconvenienti che la neccessità può portare; che non abboccandosi altra proviggione in questo publico Fontico, che di soli miserabili stara vinti di farina, che si dispenssa a’ fornari per lassiarli vendere qualche pane in piazza per scanssare le solevationi, caggionata questa penuria per non haversi potutto proviggionare ad oggietto, che non fu mai permesso l’estratione de’ formenti per sovegno di questa miserabile città dalle publiche galeote di Vostra Serenità, a mottivo che tutti li gravi pervenissero in cotesta Dominante; che però humilio col presente mio ossequientissimo foglio a’ piedi clementissimi di Vostra Serenità, in adempimento del mio riverentissimo debbito, l’instanze premurose di questi poppoli, supplicando la publica paterna pietà percuotere l’estratione da cotesta Dominante per questo Fontico di soli stara cento di formento, tenue socorso, ma opportuno nelle presenti calamità, et comandare agl’officiali di queste publiche galeotte che nell’avenire, approdando a queste acque bastimenti con carico di formenti, permetere ch’il publico Fontico possi fare la neccessaria proviggione per sovegno di questi sudditi, acciò non periscano di fame.
Gratia etc.
Parenzo, li primo aprile 1709.
Pasqual Antonio Dolfin, Podestà.
AS Venezia, Senato, Dispacci, Istria, b. 89.
Trascrizione di Umberto Cecchinato.