2 dicembre| 1708 Stefano Pasqualigo
Dispaccio del 5| luglio| 1709|
N. (senza numero)
Serenissimo Principe,
con duplicate mie rassegnai li miei ossequiosissimi rispetti alla Serenità Vostra significandoli il stato deplorabile del publico pallazo, ove al presente risiedo, ritrovandosi il tetto dello stesso scoperto, che quando piove rendesi impraticabile, li balconi privi di suoi scuri senza alcuna sorte de cadenazi e di polesi; come pure li pavimenti tutti rotti, et dischiodati; il focolaro di cucina minacia per esso ruvina a pregiuditio di chi lo pratica, che l’invernata passata mi è convenuto ad abbitare, si può dir in una campagna apperta, et approssimandosi la ventura, non vorei che mi accadesse come nella prima; per il che suplico umilmente la Serenità Vostra far ordinare a chi s’aspeta il restauramento del medemo per potere in quello abbitare sicuramente altrimenti sarò necisitato di abbandonare lo stesso e ricoverarmi in altra abitatione per perseveratione della mia persona et famiglia che tanto imploro dalla Serenità Vostra. Gratie etc.
Portole, li 5 luglio 1709.
Steffano Pasqualigo, Podestà.
ASVe, Senato, Dispacci, Istria, b. 89.
Trascrizione di Umberto Cecchinato.