25 luglio| 1709 Aurelio Contarini
Dispaccio del 21 luglio| 1710|
N. (senza numero)
Serenissimo Principe,
principiand’a primo settembre prossimo la nuova affittanza del dacio delle rendite di Dignano, che naturalmente è d’anni quattro, pratticai opportunemente gl’incanti, premessi li legali proclami, così in questa città come in quella terra, col devot’oggetto di promovere con le concorrenze il publico vantaggio. Non hebbi se non due essibitioni con polizze segrete, l’una fatta da Antonio Curti di ducati settecento all’anno, summa eguale alla spirante condotta, et la seconda d’Agostino dalle Calloneghe di ducati due di più. Nel riflesso che, mancato il raccolto dell’oglio per la mortalità degl’olivi, si minori non poco la rendita d’esso dacio, restai persuaso a deliberarlo al prenominato Agostin dalle Calloneghe come più offerente; ma qualche giorno doppo, venuto io in cognitione fossero state pratticate male arti, annulai per giusti motivi la detta deliberatione, et devenuto a nuovi incanti, sono riusciti questi miei passi di tanto publico proffitto, che privatisi tra di loro li concorrenti, s’avvanzò il Curti ad accrescere sino a ducati ottocento e venti all’anno la sua precedente offerta di ducati settecento, che come dissi è la summa della spirante affittanza. A detto Curti per tanto come più offerente è stato da me deliberato per ducati ottocento e vinti all’anno il dacio stesso, il quale con mio contento resta megliorato per poco meno di ducati cinquecento in tutto il corso dell’affittanza, influendo molto la medesima anco per quelle avvenire; et restando pure a quest’hora cautellato con sufficienti et idonee pieggiarie, humilio il tutto alle deliberationi sovrane dell’Eccellenze Vostre. Gratie etc.
Capodistria, 21 luglio 1710.
Aurelio Contarini, Podestà e Capitanio.
AS Venezia, Senato, Dispacci, Istria, b. 90.
Trascrizione di Umberto Cecchinato.