• it
  • it
  • en
  • hr
  • el
  • de

30 aprile| 1716 Francesco Battaggia

Dispaccio del 29 luglio| 1716|

N. (senza numero)

Serenissimo Principe,
rassegnatomi prontamente al commando di Vostra Serenità venerato nelle ducali 23 del cadente, ho imediate disposti gl’ordini opportuni al compimento dell’armo della galeotta grande fatta fabricare dal Comandante Generale Estraordinario alla Sanità Gradenigo coll’estration delle Cernide, implorando in tanto la divina assistenza perché mi presservi da maggiori pregiuditii, che non leggeri vado risentendo nella salute.
Subbito che n’habbi il modo supplirò al loro vestiario, e riverente rifflettendo, che giust’alle supreme commissioni mi son impegnato che terminata la campagna saran licenciate, cosiché in pochi mesi del lor servitio non potrà trattenersi l’importare intiero d’esso vestiario, humilmente imploro che circa di questo mi sia dichiarata la publica volontà a norma delle mie direttioni. Per armarle esiste in queste publiche munitioni sufficiente numero di fuscili, de’ quali rassegno la nota ordinatami con le sudette ducali. Per contribuir la sovention necessaria al loro mantenimento, e continuare con prontezza, indispensabile all’occorrenze della lor povertà, la corrisponsion delle paghe, ch’oltre il biscotto, e comprese quelle degl’officiali, importeranno ducati quatrocento cinquanta al mese circa, sono della maggior premura alla nota impotenza di questa publica Cassa i soccorsi di Vostra Serenità. Essendo cessate mediante la Divina Misericordia le gelosie della salu(te), restano inofficiosi gl’officiali rifformati, le due Compagnie di Cavaller(ia) Porsedaria e Cavalletti, che hanno sino ad ora servito sopra questi confini. Figurando vicino il commando di farle marchiare, m(i) fossero ricercate dal maggior bisogno nelle moleste congionture prese(nti), a lume dell’Eccellenze Vostre rassegno, che sono in credito di più paghe, e che occorrono al loro saldo oltre la soventione, che ricercassero per viaggio ducati tre milla in circa. Spedisco però giust’al solito questa publica felucca, et humilmente imploro il soccorso n(eces)sario alle rifferite occorrenze.
Resosi intransitabile il ponte levador del Castel San Leone di questa città, che serve unicamente alla communicatione della stessa con la terra ferma, l’ho fatto minutamente osservar da’ periti, che m’asseriscono indispensabile la di lui intiera renova(tione) per esser tutte guaste et inutili le travadure che lo compongono. Ho fatto che s’estendano nell’annesse loro polizze giurate tutto il bisognevole di materiali e fatture, e mentre sarà di publica ecconomia, che come trovo essersi pratticato altre volte, sia fatto spedire dal Reggimento Eccellentissimo dell’Arsenale tutto il legname necessario all’oppera giust’alla nota; resta solo che da Vostra Signoria vi sia in oltre permesso di supplire alla spesa della costrution d’esso ponte et a quella di ferramenti che in tutto rilleva lire 185, come nelle giurate polizze sopradette. Gratie etc.
Capodistria, li 29 luglio 1716.

Francesco Battaggia, Podestà e Capitanio.

Allegati: nota dei fucili presenti nelle armerie di Capodistria (1 c.); nota delle spese necessarie per la riparazione del ponte levatoio (1 c.); spesa per il lavoro del marangone sul ponte levatoio (1 c.).

AS Venezia, Senato, Dispacci, Istria, b. 94.
Trascrizione di Umberto Cecchinato.