30 aprile| 1716 Francesco Battaggia
Dispaccio del 20 settembre| 1716|
N. (senza numero)
Serenissimo Principe,
le dilligenze da me intraprese insieme con questa carica, con la frequenza dell’incanti, e coll’impiego di tutta l’industria ne’ maneggi, a parte per l’affittanza d’alquanti datii trovati a correre per conto publico con molto detrimento dell’interesse di Vostra Serenità, hanno principiato a produr qualche frutto solo doppo la restitution del comercio con gl’esteri. Per quelli degl’instromenti testamentari, pane, molini et ostarie delle ville, soliti affittarsi unitamente, ho havute diverse offerte, tra le quali la più vantaggiosa che mi sia sortito ritraere è quella che humilio a Vostra Serenità di Girolamo Verzier, il quale esibisce per detti datii lire 5.500 all’anno, mettà in valuta di Camera, e mettà in valuta di Piazza, compresi tutti gli aggionti per anni due. Dalla nota del decennio, che rassegno per loro lume, rilleveranno che anco l’anno 1707 furono deliberati per simil summa, e che molto considerabile è stato il discapito in quest’anni, ne’ quali sono corsi per conto publico. A riguardo di ciò par meritevole dei lor sovrani riflessi l’esibittione sudetta, tanto più che calcolandosi l’intiero della rendita d’essi datii per tutto il corso degl’anni dieci, non ascende che a lire 10.444 ogni due anni, et il Verzier n’offerisce 11.000.
Il soccorso di pan biscotto decretato da Vostra Serenità per queste publiche munitioni giunse nel scorso mese spedito dal Magistrato Eccellentissimo alle Biave in quantità di trenta miliaia: summa rispetto al molto consumo assai tenue, che basterà appena sino alla mettà del venturo.
Son però in necessità di soggettarne alla publica providenza il bisogno, perché degni commandarne nuova missione, che quanto più abbondante, tanto meno mi farà molesto all’Eccellenze Vostre con le mie suppliche. N’è grande il consumo di queste publiche munitioni, perché provedono le tre galeotte, che scorrono per le rive del Friuli, oltre la Compagnia Brancovich ch’esiste alla mia obbedientia, e la galeotta grande armata dalla compagnia Navarin, e dalle cento Cernide ultimamente estrate, che giust’alle publiche commissioni da me spedita, va scorendo per il litorale di questa Provincia sino al Quarner, coll’incarico d’invigillare alla tutella de’ sudditi et al divertimento de’ contrabandi.
Per le note angustie della Cassa de’ Camerlenghi Eccellentissimi di Comun incontro molta difficoltà nella riscossione de miei salarii. Prendendo coraggio dall’esempio del pratticato dalla publica benignità con miei Precessori, humilmente supplico Vostra Serenità a permettermi poterli esiggere dal soldo libero di questa Camera. Gratie etc.
Capodistria, 20 settembre 1716.
Francesco Battaggia, Podestà e Capitanio.
Allegati: nota dei dazi del pane, dei mulini e delle osterie (1 c.); offerta di Girolamo Verzier per il dazio del pane (1 c.).
AS Venezia, Senato, Dispacci, Istria, b. 94.
Trascrizione di Umberto Cecchinato.