30 aprile| 1716 Francesco Battaggia
Dispaccio del 27 novembre| 1716|
N. (senza numero)
Serenissimo Principe,
prestato da Vostra Serenità, in riverite ducali 29 settembre ultimamente passato, il sovrano suo assenso all’affittanza delli datii instrumenti e testamenti, pane, osterie di fuori e molini in summa di lire undecimille per anni due, m’è non ostante sortito con nuove dilligenze migliorare di lire mille l’offerta, cosiché per lire dodeci mille n’ho segnata la deliberatione a Giovanni Battista Ombrella, ch’ha in valida maniera cautellato l’interesse publico con sufficienti pieggiarie.
Impiegata sino ad hora con frutto l’auttorità della carica per astringere gl’interessati nel dacio delle publiche rendite di Dignano alla sodifattione d’un grosso debito, vedo necessaria per l’avenire quella dell’Eccellentissimo Senato alla decisione d’un punto che serve di prettesto alli debitori per protaere l’intiero de’ pagamenti.
Il nobil huomo ser Lorenzo Caotorta, mio Precessore, hebbe per detto datio un’offerta di ducati 670 valuta corrente all’anno; e perché inferiore alle precedenti affittanze, fu nell’agosto del 1714 dallo stesso humiliata a Vostra Serenità. Mentre attendeva o la facoltà di deliberarlo, o il commando di destinarvi Esatore che l’esiggesse per conto publico, li giunsero ducali 5 settembre susseguente, che, supposta con equivoco la deliberatione del dacio stesso, ne dichiarano l’approvatione. Ma perché non l’haveva per anco veramente deliberato, fu in obligo di continuare gl’incanti, ne’ quali l’impegno de’ concorrenti fece crescer l’offerta sino a ducati 734 valuta corrente all’anno, per la qual summa sotto gli 11 novembre 1714 ne segnò la deliberatione al nome di Giovanni Andrea Verzier, ch’è quello stesso che haveva fatta la prima esibitione delli ducati 670. A motivo dell’accennate ducali 5 settembre pretendono gl’interessati nel dacio, e col mezo di suffraggi avogareschi procurano di sostenere, che questa prima offerta delli ducati 670 debba havere luoco, non la seconda delli ducati 734, benché sopra di questa sia veramente et unicamente caduta la deliberatione al publico incanto. Carpivano anco sotto li 19 maggio 1715 al nobil huomo ser Nicolò Contarini, ultimo mio Precessore, un’admissione di questa lor pretesa; ma rillevato l’inganno, non ho permesso alcun registro dell’atto, anzi senza punto considerarlo ha fatti pratticare li giri de’ pagamenti e l’esecutioni sempre a norma dell’unica surifferita deliberatione.
L’indrilità (?) dei debitori pur troppo difficili, e mancanti alla pontualità de’ pagamenti, mi necesita ad implorare sopra tale vertenza i sovrani sensi della Publica Maturità, perché contro qualunque altro tentativo preggiudiciale all’interesse publico diano severa norma alla rassegnatissima mia obbedienza. La naturale sterilità di quest’infelice Provintia suol esser annualmente suffragata col clementissimo publico assenso specialmente dalla vicinia del Friuli, ove provede buona parte delle biave necessarie al mantenimento de’ suoi (...), ai quali ne soministra solamente per pochi mesi il bisognevole, così scarsissimi suoi raccolti. Nella cura però di tener proveduto questo publico Fontico, rillevavo indispensabile il rifferito socorso, e sperando verso di questi sudditi i soliti effetti della Publica Carità, humilmente imploro dall’Eccellenze Vostre la permissione d’estraere dalla sudetta provincia del Friuli per esso Fontico stara mille di formento, cui il rillascio degl’ordini necessarii per quest’effetto all’Illustrissimo Publico Rapresentante d’Udine.
Havendo la galeotta picciola, che serve all’occorrenze di questa carica, premuroso bisogno d’un cavo da ferro e d’un piovese, riverentemente supplico l’Eccellenze Vostre a commandarne la mission più sollecita.
In adempimento delle commissioni di Vostra Serenità, venerate in ducali 12, e 29 settembre, e primo ottobre decorsi, ho spedita all’obbedienza dell’Eccellentissimo Savio alla Scrittura la Compagnia Navarin, et in consegna della medesima, accompagnate al Reggimento Eccellentissimo all’Arsenale quatro feluche e la galeotta grande, che infruttuose giacevano in questo porto, licenciate prima del terminar d’ottobre le cento Cernide che servirono di rinforzo alla galeotta medesima. Mi resta da spedir l’altra picciola, che prima era armata dalla detta Compagnia Navarin, havendola risservata alli soldati ultimamente raccolti, con li quali nella prima opportunità di tempo propitio partirà il Capo Leva Corner per rassegnarli all’Eccellentissimo Savio sudetto. Gratie etc.
Capodistria, 27 novembre 1716.
Francesco Battaggia, Podestà e Capitanio.
AS Venezia, Senato, Dispacci, Istria, b. 94.
Trascrizione di Umberto Cecchinato.