30 aprile| 1716 Francesco Battaggia
Dispaccio del 2| dicembre| 1716|
N. (senza numero)
Serenissimo Principe,
A mottivo di una controversia che concerne i proventi del Reggimento di San Lorenzo, vertente tra il nobil huomo ser Ottavian Balbi, ultimo ritornato da quella Pretura, e li nobil huomini ser Zuanne Bon, suo Precessore, et Antonio Zane, suo Sucessore, venero in ducali 25 settembre ultimamente passato la commission di rispondere sopra l’annessa supplica, con la quale implora il nobil huomo Balbi la decisione suprema di Vostra Serenità.
Con la scorta però di questo commando m’humilio all’Eccellenze Vostre con le notitie che dalle più esatte indagationi m’è sortito raccogliere.
Consistono li accennati proventi in certa portion di tormento, che col titolo di terratico quei villici annualmente contribuiscono ai loro publici Rappresentanti, oltre alle biave. Era inveterato il costume, che de’ terratici godevano il beneffitio i Rettori, che nel giorno di San Pietro 29 giugno anualmente si ritrovavano in carica; cosiché nel caso di trenta due mesi alcuni lo conseguivano di tre raccolti, altri di due soli. Piaque all’Eccellentissimo Senato di stabilire, con sovrano decreto 19 giugno 1710, che gl’utili del terratico in avenire fossero ripartiti nella maniera che si prattica in Albona, e che era stata prescritta per li Rettori di Montona; crede senza disugualianza ogn’uno ne conseguisse le sue portioni. All’ora era in carica il nobil huomo ser Tomaso Longo, che la sostenne per il corso di trenta tre mesi, sino al giorno di 31 marzo 1711.
Il nobil huomo ser Zuanne Bon, di lui Successore, che terminò li 23 novembre 1713, rinnega d’haver trascorso il terratico per anni tre, ma del primo raccolto professa haver corrisposto, in ordine al rifferito decreto, l’importare di mesi nove al suo Precessore, che haveva esatti sotto il suo Reggimento due soli raccolti; cosiché, rimasto a suo benefitio l’importare di soli mesi 27, prettende dal nobil huomo ser Ottavian Balbi, suo Successore, il rissarcimento di mesi cinque, e ch’in oltre lo stesso lo rissarcisca dell’altre biave per mesi 17, adducendo haverne conseguiti due soli raccolti, e corrisposti di questi mesi nove al suo Precessore. Per tale suo asserto credito l’ha fatto convenire avanti il Magistrato Eccellentissimo de’ Conservatori alle Leggi, ove tutt’ora pende tra di loro il littiggio.
Si diffende il nobil huomo Balbi figurando il Longo escluso con il de cętero dall’essecution del decreto 19 giugno 1710, cosiché non dovesse il Bon corrispondere li mesi nove di formento e di biave, ma quando in ciò non valgano le sue raggioni, le rivoglie contro del nobil huomo Zane suo Successore. Adduce non haver esatti che raccolti due di terratico, da’ quali detrati li cinque mesi che il Bon prettende, soli 19 per lui ne restano; per il che dovria il Zane risarcirlo di mesi tredeci, e così anco respettivamente quanto alle biave.
A quest’intiero rissarcimento ressiste lo stesso Zane, che appena giunto alla carica ha volute a sua dispositione le note dei debitori, proffessando il nobil huomo Balbi che habbi rascosso dalli più puntuali, e che voglia consegnarli crediti difficili da rascuotere, e solo parte del formento già esatto.
Rassegnato a Vostre Eccellenze quest’inviluppo delle prettese di cadauno, chiuderò tre lumi, che sono forse li più essenciali alla delucidatione della materia: il primo che la prattica d’Albona, accennata nel decreto 19 giugno 1710, procede con regola, perché gl’utili spettanti ai Rettori vengono esati da quella contrada e dalla stessa egualmente a cadauno distribuiti; il secondo che la contrada di Montona, pur accennata in esso decreto, partita d’una parte nel suo Consiglio sotto del primo maggio 1707, approntata da Vostra Serenità sotto li 19 novembre suseguente, perché produceva confusioni e discordie simili alle rifferite che vertono, li Rettori di San Lorenzo ne supplicò, e n’ottenne dall’Eccellentissimo Senato sotto 14 giugno 1714, l’abolimento, con che fu rimessa la prima prattica de’ Rettori nell’esattione dei lor proventi; il terzo, che in ordine al costume antico spettarebbe naturalmente il terratico dell’anno corrente al nobil huomo ser Ottavian Balbi, che sosteneva nel giorno di San Pietro la Pretura di San Lorenzo, se non militassero a suo favore in forza del decreto 1710 le raggioni di già humiliate ai sovrani riflessi della Publica venerata Maturità. Gratie etc.
Capodistria, li 2 decembre 1716.
Francesco Battaggia, Podestà e Capitanio.
Allegato: supplica di Ottaviano Balbi (2 cc.).
AS Venezia, Senato, Dispacci, Istria, b. 94.
Trascrizione di Umberto Cecchinato.