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1651 Francesco Bragadin di Nicolò

Dispaccio del 10 settembre| 1652|

N. (senza numero)

Serenissimo Principe
 Mi sono capitate le ducali benignissime di Vostra Serenità di 17 e 22 agosto decorso, alle quali m’humilio con profondo ossequio. Per ben ubidirò a quanto mi vien imposto, devo con queste riverentialissime righe humilmente significarli che li popoli Clementi e Cucci continuano nelle confidenze con questa parte, e dall’esperto delle cose fin hora pratticate et delle presenti loro ben dichiarite intentioni, non si può creder se non che siano ottimamente disposti al servitio e vantaggio di Vostre Eccellenze, né sin qui v’è certamente cosa che possa persuader in contrario, et io sto molto ben avertito a questo punto per tutto quello che potesse occorere.
Circa l’assegnatione annua che potrebbe a questi popoli prommettersi per testimonio dell’agradimento publico del loro servitio, ardirò di dir humilmente che questa riuscirebbe molto dispendiosa per il numero considerabile che vi è di medemi, in riguardo a che per mio riverente sentimento stimarei restringer la spesa, col tener ben’affetti li soli capi da quali dipendono tutti questi popoli, con un donativo proportionato per tenerli ben animati e disposti, recognitione però che non havessero da conseguire ch’alla fine d’ogni campagna, cioè del mese di novembre nel tempo a’ punto che cessan le gelosie a questi confini; con questo modo restarrebbero obligati e necessitati di continuare nella servitù effettiva e mantenere le prommesse con speranze di godere poi la retributione.
Quando concora il beneplacito di Vostre Eccellenze di stabilire tale recognitione, riuscirrebbe molto proprio di stipular con essi capi scrittura d’ubligatione, nella forma che dall’infalibil Publica sapienza sarrà giudicata più opportuna, con special dicchiaratione che cessando il loro servitio, habbi a cessar anco l’assegnamento che li fusse prescritto da supremi arbitrii di Vostre Eccellenze, a’ quali tutto porto pronto nel resto d’ubbedire a quel di più che mi venisse imposto, mentre per questo anno, essendo quali nel fine della campagna, potrà agevolmente replir il panno già trasmesso per questa occorenza, e di cui n’è seguito il dispenso in qualche parte.
Il formentone capitato in staggion impropria è assai riscaldato, e se bene col palleggio continuo si procura la sua presservatione, tutta via sempre va deteriorando di conditione per il che si procura il suo smaltimento, senza però  verun pregiuditio di Vostra Serenità; anzi oltre l’augumento ordinario vien a sentir il publico un benefficio di tre lire per staro procurando in tutte le cose per me possibilli il vantaggio di Vostra Serenità et, havendo ben l’ochio quanto conviene che tutte le monitioni di questa piazza siano ben amministrate e custodite visitandole ben spesso et impartendo boni ordeni per la maggior Publica reggenza, ho volsuto osservare il stato delle dette monitioni, compresi che li dipositi di polvere pativano e che alcuni non erano stati rivisti per il spaccio di tre anni, si che fu stabilito il loro solleggio, per ciò mi son portato in persona a nova revisione di medemi depositi et ho fatto dare ultima mano alla perfettione dell’opera che mancava, poi fatto pesare la polvere, resta appostato debitore questo monitioniere, onde anco in questo non rimane che operare.
Dieci migliara in circa di polvere imperfetta si trova in uno di questi depositi che ha bisogno estremmo d’esser raffinata. Qui il ridurla a perfettione riuscirebbe di grave spesa publica et la fatica non sarebbe così utilmente impiegata; ho però stimato motivare riverentemente il tutto a Vostre Eccellenze per attender le sapientissime loro deliberationi.
S’andava aggiustando con li taccoloni ultimamente pervenuti, il bisogno che tengono d’acc(…) questi depositi, havendo io di già ordinato le altre neccessarie proviggioni per riparare ai rigori della futura staggione, a conservatione d’essi depositi, camino con mano anco ristretta in questa spese neccessarie, perché bramo il Publico vantaggio e perché vi è mancamento assoluto di danaro, ma in occasioni simili conosco che il risparmio riesce di maggior pregiuditio perché l’opere non sono così ben fatte, onde io convengo accomodarmi alla necessità et all’industria.
Né ancora sono comparsi di qua li due mille dicatti delliberati per questa piazza, proviggione si come debollissima nelle neccessità di questa Camera cos’ humilmente resta suplicata la Publica carità di decretare alcun’altra et accellerare il suo indrizzo a questa parte, come pure qualche summa di formenti, mentre le cinquecento stara ultimamente inviati nella maggior parte sono stati distribuiti alla militie in vece di danaro per la mancanza d’esso, come tante volte ho humilmente portato alla Publica notitia.
Ho scritto pienamente al Monsignor Scura nella forma che mi vien dettata da comandi supremmi di Vostre Eccellenze. Coll’arrivo di denaro si farà anco al medemo prelato l’esborso di reali (…), se bene levandosi questa summa dalle viscere d’un tenue sussidio, sconcerti in viva maniera i bisogni di questa piazza.
Alla sicurezza di questi confini tengo applicato l’animo, l’opera et gl’ordini con tutta la dilligenza necessaria in queste congionture; et coll’arrivo del Signor Dio tutto camina sin hora con quite senz’alcun pur minimo inconveniente, come è noto all’eccellentissimo signor Ambasciator Cavalier Capello, al quale di tutti li sudetti particolari ho fatta  la debita comunicatione, ricevuti questi ultimi giorni dal confidente di Castelnovo che il Sangiacco di Herzegovina Begovich a queste vicinanze et che quei Turchi uniti con Dolcignani vadano allestendo le lor fuste per infestare queste rive. Presto anco hoggi avisato d’alla parte ch’il preacenato Giusuf Begovich habbi dato ordini espressi a Curtalese suo ministro principale d’andar racogliendo le sue genti in maggior numero che le sarrà possibile, e ridursi poi con esse alla sua obbedienza; che la qualità di simil ordine habbi impartito a tutte la’ltre parti del suo sangiaccato, di tutto procuro havere li neccessarii rincontri per esser pronto le occoresse il bisogno, a quanto ricercare il servitio di Vostra Serenità et operare tutto quel più che mi sarrà permsso dal ristretto numero di queste forze. Gratie etc.
Cattaro li X settembre 1652.

Francesco Bragadin Rettor et Proveditor.

ASVe, Senato, Dispacci, Cattaro, b. 3.
Trascrizione di Giulia Giamboni