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1651 Francesco Bragadin di Nicolò

Dispaccio del 14 dicembre| 1652|

N. (senza numero)

Serenissimo Principe
Pochi giorni doppo la partenza di qua dell’eccellentissimo signor Ambasciator Estraordinario Capello, hebbi aviso ch’alcuni masnadieri di monti andavano divisando di portarsi all’insidie della strada dell’Eccellenza Sua, con quelli fini di pessime conseguenze, che da Serenità Vostra puono esser di vantaggio comprese e tutto che non si havevan li neccessarii incontri, fondate essendo queste relationi sopra semplici voci del volgo; io ad ogni modo per abondar nelle cautelle maggiori per la sicurezza della medesima eccellenza e di publici capitali, ho subito con corrieri espressi espediti per più strade radicciato alla stessa la dovuto notitia, con quali mie dilligenze lodato Dio Signore di crede, l’eccellenza sua fin’hora uscita da ogni pericolo et cominar con sicureza fl’interesse di Vostre Eccellenze. Hoggi sono capitati qui tre portalettere che confermano lo stesso, come resteranno servite osservare dall’annesso loro constituto, ispediti dal predetto eccellentissimo signor Ambasciatore con lettere qui aggiunte per Vostra Serenità, quali senza indugio né dilatione imaginabile di tempo faccio avanzare al buon ricapitocon la presente fregata, senza veruna spesa Publica, con ordine espresso al Patrone della medesima di dover progredir in tutta la sollecitudine il suo viaggio, per accellerare il ricapito delle predette lette.
In questi giorni è passato ad altra miglior vita, come con le mie precedenti motivai all’Eccellenze Vostre, il Monsignor Giuseppe Maria Bonaldi Aricvescovo d’Antivari e perché qui si trova il reverendo D. Giovanno Pasquali, nativo di questa patria, dottato da telenti e che di presente sostiene il vicariato di questa cattedrale, ardisco raccomandarlo alla Serenità Vostra, tanto più che per infomrationi havute da dodeci anni in qua, egli serve nella missione della congragatione di Propaganda di Roma, senza imaginabil recognitione che però rendendosi egli degno anco per questo capo della Publica benignissima gratia, ho stimato rifferire questo tanto a notitia di Vostre Eccellenze, per quello paresse alla loro amirabile virtù di rissolvere.
Io sempre più languisci tra le angustie e necessità, vedendomi totalmente privo di tutte quante le cose, e principalmente di danaro, come con più mie humilissime precedenti ho portato a notitia di Vostre Eccellenze, si che di presente non mi resta che rinovare alla loro memoria le mie riverentissime suplicationi, a fine restino servite d’assistermi con quelle proviggioni abbondanti, che la qualità di timori e dell’occorrenze ricercano a sollevo di questa piazza, constituita nell’estremi delle miserie. Gratie etc.
Cattaro li 14 decembre1652.

Francesco Bragadin Rettor et Proveditor.

Allegato: costituto inviato all’ambasciatore Capello (c. 1).

ASVe, Senato, Dispacci, Cattaro, b. 3.
Trascrizione di Giulia Giamboni