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26 febbraio| 1617 Camillo Michiel

Dispaccio del 5| dicembre| 1617|

N. (senza numero)

Serenissimo prencipe
a 24 del passato avisai a Vostra serenità la gionta in queste acque de vasselli spagnoli et furono combatuti nell’acque di Ragusa dall’armata della Serenità vostra, che per la fortuna che sopravenne convenero separarsi senza che poi io habbia potuto haver altro più particolare aviso del successo. Hora mi trovo tuttavia quasi nella medesima incertezza, non havendo doppo il fatto sudetto ricevute lettere dall’eccellentissimo signor generale. Ho nondimeno inteso che li vasselli nemici siano ridotti sotto il Monte dell’Angelo per risavirsi da qualche danno ricevuto. Ma ho anco con sommo mio dispiacere inteso che detta armata di Vostra serenità habbi molto patito per la sfortuna et che tre galee siano perite in Canal di Medula. Li Ragusei hanno ridotta nella città la maggior parte della gente del lor contado et fatte diverse provisioni et spediscono frequentissimamente fregate con huomini de loro principali et lettere alli ministri ragusei in Puglia, dalli quali anco col ritorno delle medesime fregate et d’altre a loro spedite in diligenza ricevono giornalmente lettere et avisi, ne si può se non far giudicio certo da gli andamenti suoi che habbino caro che spagnoli col mezo loro fermino il piede in queste parti conforme a gli antichi loro dissegni, il che quando succedesse sarebbe di grandissimo pregiudicio a gli interessi della Serenità vostra, poiché fra terra nella Bossina et l’Albania molti sudditi turcheschi sono malissimo sodisfatti del governo et disgustati dell’estorsioni che gli vengono usate, che in vero sono grandi, né altro desiderano che di veder qualche novità, poiché per sottrarsi dalla servitù de turchi farebbero ogni sforzo et esporebbero la propria vita. Ho di più presentito che essi ragusei habbino spediti ambasciatori a Costantinopoli, decisi a dolersi de danni fattigli dall’armata di Vostra serenità nella loro giurisdittione all’interno del porto di Santa Croce. Per il che ho procurato d’havere et ho ottenuto dalli cappi di Castelnovo un’Arz che esprima li mali et infidi portamenti de Ragusei et l’ottima dispositione che conoscono nella Serenità Vostra et suoi rappresentanti nel proteggere coll’armata non meno li luochi loro che della Serenità vostra et l’ho inviato all’eccellentissimo signor bailo perché secondo opportunità possi servirsene contro le maligne relationi de Ragusei et ne sarà anco qui acclusa una traduttione. Diedi ultimamente conto alla Serenità vostra d’haver scritto al signor Hibraim Bassà et datogli aviso di questi novi motivi de spagnoli et essortatolo a star all’ordine. Hora ricevo da lui in risposta la qui occlusa lettera, la quale insieme colla traduttione invio alla Serenità Vostra che da essa lettera resterà informata della buona dispositione di detto bassà di favorire le cose di lei et poiché già lo vedo disposto a venire gli ho risposto in modo ch’egli non possa mai pretendere che altro principale interesse che il suo proprio et del suo signore ve l’habbi fatto venire, perché altrimenti sarebbe necessario di usargli estraordinaria ricognitione et perciò ho voluto schivar questo incontro per interessar Vostra serenità nella spesa, tanto più che giudico che quando si sentissero più Spagnoli in queste parti, egli sii per venire in questo modo per li suoi interessi; ma ancora in tal caso stimo che non potrà far di meno di presentar la sua persona di qualche cosa per segno d’amore, il che quando così pari alla somma prudenza della Serenità vostra si compiacerà d’inviarmi quello che stimerà opportuno per questo effetto. Tengo aviso che in Albania siano infetti di mal contaggioso Croia, Durazzo, Albassan, Prisa et li luochi circonvicini alli sudetti. Ho stimato mio debito per il buon governo nell’interesse della publica salute spedirne, come faccio, in diligenza aviso alla Serenità vostra, all’Illustrissimi signori provveditori alla sanità et a tutti li Illustrissimi signori rettori di Dalmatia fino a Zara et non mancherò per quello che a me tocca d’usar ogni diligenza et vigilanza in questa importantissima materia. Ricevei a 2[...] del passato un dispazzo di Vostra serenità per l’eccellentissimo signor bailo di Costantinopoli et fu da me immediate spedito a Sua eccellenza come ho sempre fatto delli precedenti et hieri solamente ricevei un’altro pur per Costantinopoli in un sol sachetto con lettere di Vostra serenità fin di ultimo ottobre passato et con dua altre sue lettere, una per l’illustrissimo signor procurator et capitano di Corfù et l’altra per l’illustrissimo signor provveditor al Zante, le quali lettere et spazzo mi scrive Vostra serenità che mi saranno inviate dall’illustrissimo signor provveditore generale da mar, tutta via mi vengono consegnate da uno che non conosco et senza lettere di Sua eccellenza né d’alcun altro rappresentante publico, il che ho voluto significarle, perché in ogni caso lei sappi che la tardanza del ricapito di dette lettere et spazzo che sono stati da me subito spediti non sarà proceduta per causa mia. Mi gionge hora in un stesso tempo da Costantinopoli un dispazzo dell’eccellentissimo signor bailo per la Serenità vostra in sachetti quattro, uno de quali segnato ·S· et da Corfù le tre qui occluse lettere di quelli illustrissimi signori rettori a lei dirette et spedisco il tutto immediate colla fregata colla fregata patron Thomaso de Gregorio et con aggionta di remi conforme a quanto mi scrive l’eccellentissimo signor bailo. Gratie etc.
Di Cattaro li 5 dicembre 1617

Camillo Michiel rettor et provveditor

Allegati: traduzione della lettera di Ibrahim bassà (1 c.), 5 dicembre 1617; traduzione dell’Arz dei Capi di Castelnovo (1 c.), 5 dicembre 1617.

AS Venezia, Senato, Dispacci, Dalmazia, b. 17.
Trascrizione di Damiano Pellizzaro