• it
  • it
  • en
  • hr
  • el
  • de

26 febbraio| 1617 Camillo Michiel

Dispaccio del 8| dicembre| 1617|

N. (senza numero)

Serenissimo prencipe
hieri mi capitorno le lettere della Serenità vostra di 18 novembre passato colle quali m’avisa che nel Seraglio di Bossina ingagliardivano li progressi della peste et che l’illustrissimo signor conte di Spalato gli scrive d’havermelo significato commettendomi perciò Vostra serenità ch’io debbi far usar ogni diligenza nelle guardie di sanità; al che rispondo riverentemente che dall’illustrissimo signor conte di Spalato non ho ricevuto lettere in questo proposito, ma mi scrisse ben già molti giorni il signor Marc’Antonio Velutello ressidente in Seraglio di Bossina che ci fosse qualche principio di contaggio, né poi ho avuto altro aviso, ma ho dato tutti gli ordini da me stimati opportuni in questa importantissima materia della conservation della salute publica et userò ogni vigilanza et diligenza possibile in far che siano esseguiti per preservare col aiuto del Signor Dio sano questo Golfo; né però parmi che vi sia a questi confini da dubitar molto dalla detta parte di Bossina, non essendovi commercio alcuno tra quelle genti et questi suditi, né venendovi portate merci, né robbe di sorte alcuna, né altro negotio vi è che delle lettere publiche che mi vengono inviate dall’eccellentissimo signor conte di Spalato et dal signor Velutello sudetto per portalettere espressi a quali subito gionti faccio metter guardie et star sequestrati fino che partono. Ma maggior è il pericolo dalla parte d’Albania per li luochi che colle precedenti mie scrissi alla Serenità vostra essere infetti, che perciò ho dato ordine espresso che tutti li vasselli che capitano in queste Bocche debbino venir dentro in canal a vista di questa città a far contumatia et a punto questa mattina ho fatto venir dentro sei vasselli venuti da detta provintia, poiché ho considerato che quando gli permettessi il star più lontano a far detta contumatia potrebbe facilmente essere che non ostante le guardie alcuni et in particolare perastini, invitati dalla vicinità et comodità de loco, smontassero in terra in tempo di notte con pericolo di qualche gravissimo inconveniente, né posso con tutto ciò permettermi che qualche temerario non ardisca contravenire ad essi miei ordini et doppo entrato nelle Bocche partirsi verso la Dalmatia senza mie fedi di sanità; nel qual caso non potrei altro di più fare che darne conto a Vostra serenità et alli illustrissimi signori provveditori alla sanità come feci di quel Paulo Palavicin da Perasto del quale è parso a detti illustrissimi signori di assumere in sé la giudicatura. Nella trattatione ch’io introdussi per la missione anco della Serenità vostra d’indrizzar le lettere da Corfù per via della Vallona, mi son valso dell’opera di un Damil condutto hebreo che ivi risiede et costui ha anco il carico al presente d’ispedir le lettere che io gli invio per Corfù gli vengono mandate per qui. Questo desidera d’haver il titolo di consule per la Serenità vostra in loco della Vallona et mi ricerca con sue lettere ch’io vogli significarglielo; ho stimato non dover mancare di farlo et che sii bene ch’egli resti gratificato dalla Serenità vostra poiché l’opera che egli presta è molto necessaria et ben essercitata et egli di qualche auttorità in detto loco. Onde non così facilmente si potrebbe trovar altri con che far capo in questo importante negotio et tanto più merita d’esser gratiato quanto che non sia perciò d’aggravare il publico d’alcun minimo pagamento, ma solo riceverebbe dalli vasselli di sudditi di Vostra serenità che capitassero in quel loco (il che di rado avviene) alcuni utili di poca consideratione. Starò perciò attendendo d’intendere quanto alla somma prudenza della Serenità vostra parerà di risolver in questo proposito per poterglielo avisare. Gratie etc.

Di Cattaro li 8 dicembre 1617

Camillo Michiel rettor et provveditor

AS Venezia, Senato, Dispacci, Dalmazia, b. 17.
Trascrizione di Damiano Pellizzaro