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26 febbraio| 1617 Camillo Michiel

Dispaccio del 26 gennaio| 1618|

N. (senza numero)

Serenissimo principe
ricevute a 15 dell’instante cinque lettere della Serenità vostra inviatemi dall’eccellentissimo signor provveditor generale da mar, due delle quali per li Illustrissimi signori rettori di Corfù, due per l’illustrissimo signor provveditor alla Ceffalonia et una per l’illustrissimo signor provveditor di Asso. L’ho immediate spedite tutte a Corfù, raccomandate di ricapito quelle per la Ceffalonia et Asso a detti illustrissimi signori rettori. Gionse qui a 12 dell’instante il capitano Antonio Orsini con la sua compagnia destinata a dar cambio al capitano Giacomo Parcieri et sua compagnia. Ho licentiato esso capitano Giacomo et suoi soldati, ma la maggior parte di loro si sono rimessi nelle altre due compagnie vecchie di questo presidio, il che m’è stato caro perché erano dette compagnie, com’altre volte ho significato alla Serenità vostra, grandemente diminuite. Il chiaus spedito da Costantinopoli per Raguse et alla Serenità vostra è gionto già alcuni giorni a Raguse et havendo seco il signor Giovan Antonio Grillo dragomanno dell’eccellentissimo bailo spedito insieme con lui, si sono compiaciuti li ragusei d’introdur solo il chiaus et far star fuori dalla città il dragomanno, il quale m’ha con sue lettere dato aviso di questo loro procedere. Non ho mancato né manco di star di continuo in ufficio con questi turchi di Castelnovo et passar con loro buona intelligenza et amicitia et in questa congiuntura della venuta del chiaus ho procurato con ogni spirito che facessimo appresso di lui una grave querimonia delli maligni portamenti et dissegni di ragusei et si sono essi turchi mostrati prontissimi a farla, et per mio consiglio et persuasione hanno fatto invitare detto chiaus a venir a Castelnovo per poter meglio, rimosso l’ostacolo de ragusei, passar l’uffitio predetto, ma egli s’è escusato che convenendo far contumaccia per l’interesse di sanità a Raguse non può partirsi. Onde hanno risoluto alcuni de cappi di Castenovo di passar pur quest’effetto a Raguse et credo certo che ci anderanno uno di questi giorni, il che se succederà et che faccino la querimonia nel modo che mi hanno promesso, spero che sii per riuscire con non poco avantaggio de gli interessi publici, tuttavia mi spiace assai che detto chiaus non habbi voluto venire a Castelnovo, sì perché in quel luoco si sarebbe meglio, colla presenza et esclamationi di tutta quella gente, fatta la querimonia se anco perché non posso assolutamente permettermi che quelle che partirano a Raguse non venghino corrotti et contaminati da ragusei, che mi persuado siino per fare in ciò ogni sforzo, come anco dubito faranno col medesimo chiaus. Mi giunse hieri sera il dispaccio dell’eccellentissimo signor bailo per la Serenità vostra in sachetti doi et lo spedisco in diligenza colla fregata patron Steffano di Lazzari. Gratie etc.
Di Cattaro li 26 genaro 1618

Camillo Michiel rettor et provveditor

AS Venezia, Senato, Dispacci, Dalmazia, b. 17.
Trascrizione di Damiano Pellizzaro