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26 febbraio| 1617 Camillo Michiel

Dispaccio del 25 febbraio| 1618|

N. (senza numero)

Serenissimo prencipe
haverà la Serenità vostra dalle precedenti mie di 11 dell’instante inteso il timore et commotione delli turchi di Scutari et contorni per sospetto dell’armata di Spagna, che per fama sparsa tra loro si diceva prepararsi et doversi indrizzare contro essa città di Scutari, né doppo tutto ch’io habbi usata diligenza colli mezi altre volte scritti per investigare ogni particolare ho potuto penetrar altro di più, se non che continuino tuttavia essi turchi ne i medesimi sospetti; ma da un marinaro di un grippo di questa città c’haveva caricato alcune robbe per Puglia et s’era indrizzato a quella volta et hora è tornato indietro senza haver toccato le rive di là mi vien riferito farsi in questa parte et per tutto il regno apparato grande di soldati, di armata et di pane et che anco i ragusei stanno per ciò in grandissimo sospetto che detta armata vadi a porsi ne loro porti et che di ciò n’hanno spedito aviso all’eccellentissimo general Belegno. Di più, da persona mia confidente che capitò l’altro giorno a Ragusa ho inteso che la fregata regia, solita passar frequentemente da Trani a Ragusa, giunta in detto porto di Lagusta, spedì immediate le lettere per due huomini in una barchetta et ivi si trattenne fin che tornò la medesima barchetta con altre lettere, et che dimandati da questo mio per sottrarne qualche cosa perché ciò facessero et non andassero colla ordinaria fregata gli risposero che lo facevano per dubbio d’esser conosciuti et ritenuti; il costituto del marinaro sarà qui occluso, il quale perché si riferisce totalmente alla relatione di Nicolò Caenazzo, patron di marciliana, habitante a Venetia in Castello, et che hora deve trovarsi costì, potrà facilmente Vostra serenità meglio informarsene dal medesimo Nicolò, il quale però non so come habbi potuto havere questi avisi non havendo toccato quelle rive, né quanto possino riuscir veri; ma qualunque si siano ho stimato mio debito rappresentarli alla Serenità vostra nel modo com’io gli ho intesi, né mancherò di star attento et d’invigilar come debbo al servitio della Patria, duolmi bene che per esser io concentrato in cappo di questo canale ch’è molto fra terra et fuori del corso ordinario della navigatione non possono pervenirmi le nove se non molto più tardi di quello ch’io vorrei et può essere che dalli illustrissimi cappi da mare et altri publici rappresentanti sii la Serenità vostra prima avisata delle medesime cose ch’io le scrivo, nondimeno supplisco a questo mio debito quanto più tosto posso; et perché dall’eccellentissimo signor general Belegno tengo ordine, inteso ch’io presentissi machinationi de spagnuoli, d’avisare li cappi de turchi contra de quali fossero indrizzate, ho così essequito, onde si sono essi turchi di Scutari provisti di genti, ma hanno mancamento d’armi et munitioni. La ristauratione della ricinta del monte è ridotta in perfettione, come per altre mie avisai Vostra serenità et starò attendendo dall’eccellentissimo signor generale il denato, et quanto al grosso di castello nella parte ch’è rovinato non aggiongerò altro di più alle cose scritte, senon che starò attendendo gli ordini che Vostra serenità sopra ciò si compiacerà darmi, stimando io che ricerchi l’interesse di Vostra serenità in questi tempi che sii compiutamente ristaurato. È venuto al suo governo uno de cappi di queste provincie convicine, al quale coll’occasione di mandargli li soliti presenti ho scritto et cominciato a trattar seco colla debita dignità publica, che siano da lui fatti castigare quelli che trattenero le lettere publiche, come già scrissi a Vostra serenità, et spero debbi seguirne l’effetto da me desiderato per publico servitio. Gratie.
Di Cattaro li 25 febraro 1617 [m.v.]

Camillo Michiel rettor et provveditor

Allegati: costituto del marinaio Andrea di Giovanni da Cattaro,, riguardante la preparazione di navi e uomini nel porto di Trani (1 c.), non datato.

AS Venezia, Senato, Dispacci, Dalmazia, b. 17.
Trascrizione di Damiano Pellizzaro