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24 febbraio| 1616 - 22 luglio| 1617 Marin Garzoni

Dispaccio del 20 settembre| 1617|

N. (senza numero)

Serenissimo principe
avisato io da persona mia confidente che in Clissa si preparava gran quantità di matteria per fortificare novamente quel loco, presa occasione dall’arrivo là del sanzacco capitatovi heri a punto sotto pretesto di visita, ho spedito persona espressa con fintione di visitarlo et ho sottratto che realmente vi sia preparatione considerabile di pietre et di calzina veduta da questo, che ha cavato in oltre da diversi di quei turchi suoi amici che siano destinate alla reparatione delle mura della fortezza, havendo anco rinovato le porte di essa; et di più che pensino d’aggrandire et fortificare certo sito eminente ove al presente hanno un ridotto, guardato da un capitanio con otto soldati, per ridurlo a capacità di trenta huomini in circa, con doi altri capitanii appresso; et questo loco posto fra Clissa et il castello di Sumuraz di questa giurisditione di Vostra serenità, nell’eminenza del monte, che lo rende per natura assai forte et si chiama Cosiach, di che ho voluto per riverente essecutione del mio debito darne, come faccio, humilmente conto all’Eccellenze vostre per ogni rispetto; con aggionger loro che considerando la persona mandata da me ad essi turchi non vi esser occasione di sospetto, per esser noi qua antemurale contro ogni impeto nemico. Gli è stato risposto: Sì che non deve esser in Spalato più di uno che tiene secreta intelligenza con i nemici, accennando a qualche principale vecchio di questa città, che mi da occasione d’ingelosir maggiormente per servitio di Vostra serenità, havendo li passati giorni mentre qui si stava con sospetto dell’armata spagnola, inteso esservi stato chi persuadeva a non difendersi contro di essa et doppo la perdita delle galee esservi pur stato chi andava disseminando che saria stata restituita ai cristiani la roba, non havendo intentione gli spagnoli d’offendere li sudditi; persuasi li dannificati da questi tali a doversene andar a Napoli a procurar la ricuperatione dell’haver loro, di che anco ho io fatto tor il costituto d’alcuno, che trattengo, spargendo essi così semi perniciosissimi di fellonia, per causa dei quali provo sempre più necessario l’aggrandir questo pressidio di italiani e levar in questo modo le machinazioni dall’impietà de gli animi di costoro, non restando io tuttavia di far quel più che è possibile, a fine che riesca vana la perfidia dei traditori, custodendo oltre la città con particolar diligenza il castello, per morso et freno d’ogni insidioso tentativo contro gli interessi dell’Eccellenze vostre, alle quali pur non devo tralassiar di dire esser giunta a questa scala una carovana di più di cento cavalli con lane, cordoani et esserne già partiti altri doicento in circa di Seraglio, carichi di diverse mercantie per questa volta, come io resto avisato dal confidente che trattengo di là, che mi da parte anco d’haver corso qualche pericolo con li turchi mall’affetti a questo negozio, per haver egli col mezo di qualche picciolo donativo deviato dalla scala di Ragusa oltre due mercanti ebrei che s’aspettano et sono già incaminati, un mercante turco, già capitato qui, che questa sera a punto mi ha confermato di propria bocca esserli stato offerto da ragusei la essentione del datio quando fosse andato a quella scala. Gratie etc.
Di Spalato a 20 settembre 1617

Marin Garzoni conte et capitano


AS Venezia, Senato, Dispacci, Dalmazia, b. 17.
Trascrizione di Damiano Pellizzaro