24 febbraio| 1616 - 22 luglio| 1617 Marin Garzoni
Dispaccio del 5| gennaio| 1618|
N. (senza numero)
Serenissimo prencipe
con l’arivo qua della galea da mercantia et delle fregade conserve si sono sommamente consolati questi mercanti turchi et altri della scala, vedendo massime accompagnate dall’eccellentissimo signor provveditor general Belegno, la diligenza et virtù del quale nella dovuta circospittione del viaggio comendano essi (come è in effetto) all’estremo, giovandosi della benignità publica che habbia voluto dar carico a ministro così principale d’assister a loro interessi. Il che capitato in paese gioverà, spero, grandemente a questo importantissimo negotio della scala, da dove si sono caricati per costà da tremillacinquecento coli in circa, oltre li rimasti a dietro, per non esser liberi ancora di contumaccia; argomento infallibile che sia nell’avenire per avanzarsi sempre più la frequenza del giunger robbe et caravane di Paese qua, veduto massime che sia da mercanti che possano maggiormente assicurarsi da ogni tentativo de nemici con la fortificatione di questi lazaretti o almeno con l’armar d’artiglieria la torre d’Asano et far il terrapieno nel castello a diffesa a punto di detti lazaretti et del porto. Rispetto, che considerato a punto dall’eccellentissimo Belegno sudetto (riuscendo la spesa tenuissima), mi ha comandato che sia fatto subito, per assicurarsi così in gran parte dai sospetti presenti delle insidie spagnole, tanto per le sei galee ponentine avisatemi da Vostra serenità che dovessero capitar in Golfo, quanto per qualsiasi altro ostile tentativo. Ben è vero che sarà superfluo il terrapieno se non si haverà l’artiglieria da assestarvi sopra per tener lontano e rintuzzar l’orgoglio nemico, in che supplico humilmente l’Eccellenze vostre illustrissime restar servite di dar quanto prima qualche buon ordine acciò siano inviate di qua le quatro colubrine già per altre mie richieste con li due falconi et le quatro periede insieme, conosciute pur necessariissime dal valore et diligenza dell’eccellentissimo signor provveditor general Belegno, che unicamente certo s’affanna intorno ogni minimo interesse di Vostra serenità, alla quale devo in oltre riverentemente dar parte d’haver al fine dall’eccellentissimo signor provveditor generale Veniero havuto scudi mille per le paghe delli fanti nuovi poglizzani di questo pressidio, li quali sendo hormai credito per loro stipendio di ottocento ducati in circa, conserverò il rimanente per impiegarlo nell’estratta di altra gente per servitio dell’Eccellenze vostre, che restaranno servite di notificarmi per ciò quanto si potrà prometter di donativo per ogni cento huomini alli ministri turchi che ne fanno la promissione et che prettendono questa ricognitione, da non esserli data però se non saranno prima condotti di qua et rolati li soldati. Circa che attenderò pure subito ordine per sapere come regolarmi et poner ad essecutione, come debbo, la publica volontà. Gratie etc.
Di Spalato a 5 genaro 1617 [m.v.]
Marin Garzoni conte e capitano
AS Venezia, Senato, Dispacci, Dalmazia, b. 17.
Trascrizione di Damiano Pellizzaro