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5 marzo| 1617 - 3 maggio| 1617 Gabriel Morosini

Dispaccio del 9| settembre| 1617|

N° (senza numero)

Serenissimo principe,
hieri sera tra la prima et la seconda hora di notte in porto di Sant’Arcangelo sotto questa giurisditione et lontano da questa città 12 miglia capitorno due barche di uscochi, dicesi guidati dal Freletich, le quali presero et sachegiarno quattro grippi da Badua, che di conserva portavano formento per venderlo in queste parti, et il più picolo condussero verso Fiume, affondando gli altri tre, che hora s’usa da me ogni industria possibile per ricuperarli. Haverei avuto basissima[?] commodità non solo de farli lasciar la preda, ma di fugarli et farli prender questi ladri, per che ne ebbi notitia in tempo opportuno et havendo il tempo prospero di poter farli arivare con gli huomini di questa città et borghi al numero di 200 valorosissimi che in due hore potevo adunare, et mi assicuro che con essi haverei conseguito felice sucesso, ma il non haver avuto le due barche armate vuote che tante volte ne supplicai la Serenità vostra et li eccellentissimi signori provveditori grandi che per ogni tempo sono stati, mi ha reso per comun parere non solo difficile, ma impossibile l’impresa a poter sortir quanto io dissideravo, non vi essendo qui barca che porti più de sei in otto remi; onde convengo con ogni umilissima reverenza per conservatione della reputatione publica et servitio dell’Eccellenze vostre ritornare a supplicare di due barche almeno, fornite d’ogni armizo necessario d’assister qui per poter far simili incursioni in servitio della giurisditione di Traù et di Spalato et di questi mal custoditi porti, che saranno di sicurezza notabile alla navigatione di Spalato fino a Zara, per che essendo questa giurisditione munita di molti porti et situata nel mezo della Dalmatia se ne potrebbe sperar meglio d’ogni altra profittevoli tentationi et felici incontri et senza che la Serenità vostra ne scontasse mai niuna benche minima spesa. Io havevo tralasciato di più scriverli questo urgente bisogno dubitando non incontrare nella volontà publica, ma da poi che il sinistro accidente di questa notte me ne porge materia resti servita la Serenità vostra di accettarlo per fido et reverente raccordo de un suo humilissimo rappresentante, che altro non ha nel cuore che il puro servitio dell’Eccellenze vostre illustrissime, alle quali non resterò che dire con ogni debito obsequio che di molta consequenza sarebbe il fabricar un fortino nella chiesa di Sant’Arcangelo con dispendio non considerabile, con che si scoprirebbe et custodirebbe per un gran spatio di mare da Traù fino a Sebenico la navigatione che per lo più del tempo dell’anno si riduce in quel porto, tuttavia mi rimetto al prudentissimo giuditio et voler di Vostra serenità. Gratie etc.
Di Traù li 9 settembre 1617

Gabriel Morosini conte et capitano

AS Venezia, Senato, Dispacci, Dalmazia, b. 17.
Trascrizione di Damiano Pellizzaro