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5 marzo| 1617 - 3 maggio| 1617 Gabriel Morosini

Dispaccio del 12 dicembre| 1617|

N. (senza numero)

Serenissimo prencipe
Delli motivi di peste che si sentivano mesi fa in Seraglio ne diedi riverente aviso alla Serenità vostra et delli novamente scoperti, non so come, dal signor conte di Spalato, stimando che egli medesimo ne havesse dato conto, come ha diligentemente fatto, ho restato di farlo io così all’hora, perché non havino alcun rincontro di verità in tal proposito, non ho però mancato, subito ricevuto gli avisi del detto signor conte, di metter quelle buone guardie, sospender le pratiche a luoghi sospetti e dar tutti gli altri ordini ch’io ho stimato necessarii per il sicuro riparo di tanto pericoloso male; et in quel mentre, per venire in certa cognitione del vero da poter poi scrivere con fondamento et distintione a Vostra serenità, ho spedito in paese turchesco più persone diligenti et pratiche et scritto anco a circonvicini turchi amici per interquirirne il proprio, ma in somma ho riscontrato esser stata una vana voce et che per gratia di Dio non solo in questi contorni, ma ne anco di là dal Serraglio molte giornate si sentiva male alcuno, come per maggior sodisfattione di Vostra serenità potrà vedere dalle ingiunte copie di lettera dell’agà di Dornis et dal costituto mandatomi dal conte di Sebenico, con il quale et con il provveditor d’Almissa mi sono ancor io confortato con gli aiuti et conformato nel restituir pur hieri le pratiche sospese alli morlacchi. Questo è quanto mi occorre dire in tal particolare alla Serenità vostra per risposta delle sue lettere di 18 passato ricevute in tre stante; assicurandola che sì come quanto può il mio spirito cerco d’invigilare in tutti gli interessi publici, così maggiormente starò oculato in questo di tanta conseguenza e di quando occorresse, che Dio ne levi l’occasione, non mancarò di dargliene riverente conto, come alli sopraprovveditori et provveditori alla sanità secondo me commette. Ho scritto et replicato all’eccellentissimo signor Venier per le monitioni da poter difendere la città, non havendone di nessuna sorte, et così per le baste, che si va debitori a questo agà turcho, non vedo altra provisione et perciò riverentemente lo ricordo a Vostra serenità. Sendo l’uno di tanta importanza et l’altro di molta consequenza per mantenere in questi tempi et congiunture la buona amicitia et corrispondenza a questi confini.
Gratie.
Di Traù li 12 dicembre 1617

Gabriel Morosini conte et capitano

Allegati: traduzione della lettera dell’agà di Dornis (1 c.), 9 dicembre 1617; traduzione della lettera del sangiacco di Clissa (1 c.), 11 dicembre 1617; copia del costituto di Zuanne Petroevich inviato dal conte di Sebenico (2 cc.), senza data.

AS Venezia, Senato, Dispacci, Dalmazia, b. 17.
Trascrizione di Damiano Pellizzaro