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5 marzo| 1617 - 3 maggio| 1617 Gabriel Morosini

Dispaccio del 2| febbraio| 1618|

N. (senza numero)

Serenissimo principe
Il cadi di Clissa mi mandò l’altro giorno lettere sue scritte in turco, et per non essere in questa città alcuno interprete né intendente di quella lingua non le potei far tradurre, né meno doi delli turchi primati che me le presentorno me le sappino interpretare, mi dissero però in confuso esser copia di un embro della Porta in materia di confini, al quale mi ricercava dovessi dar risposta per mandarla a Costantinopoli et che esso cadi haveva lettera dell’eccellentissimo bailo per me, ma non voleva darla se non in mia propria mano. Io valendomi per scusa di non haver chi me l’interpretasse le risposte che quando havessi havuto le lettere sudette non havrei mancato darli sodisfattione per quanto stesse a me et supplii nel resto con parole amorevoli. Hoggi ho ricevuto la risposta in schiavo et contiene che desidera in ogni modo aboccamento per darmi lui le lettere dell’eccellentissimo bailo et per trattare sopra l’himer del Gran signore, gli ho replicato che se mi farà haver le lettere sudette io mi governarò conforme ad esse stimando che siano in proposito di questo himer, et per sfuggir l’aboccamento ho detto di esser indisposto, come mi trovo, e non poterli dar hora sodisfattione in questo come sarò pronto in tutto quello che sarà possibile per corrispondenza di buona vicinanza. Volendo io schivar più che posso il venir a simili trattationi, si perché sono solo a fini di ricever presenti, come perché di questi interessi non è bene il trattarne altrove, che alla Porta, dove come con altra ho dato riverente conto a Vostra serenità, ne ho scritto diffusamente all’eccellentissimo signor bailo et mandatoli li dupplicati con le scritture necessarie, come feci anco l’anno passato acciò vi fosse posta l’ultima mano; et perché quei turchi che erano qua mi accennorno haver presentito che anco il capicibassi che si aspetta desidera aboccarsi meco, mi ha fatto argomentare che tutti questi siano annuntii da far conoscere il pensiero che tiene di voler esser presentato, che del tutto ho dato notitia alli eccellentissimi Veniero et Belegno et pregatoli ad ordinarmi come harò da governarmi in questi particolari, confermandomi tuttavia in opinione di scansare se mai potrò questo aboccamento. Con questa occasione devo riverentemente ricordare alla Serenità vostra che occorrendo tutto il giorno trattar con turchi et ricever lettere loro sopra simili et altre materie gravissime è più che necessario haver interprete fedele et pratico, poiché né qua né a Spalato vi è chi possa servire, et convenendo valersi delli medesimi turchi non solo può fare arrestare la buona volontà di quelli confinanti che havessero pensiero di conferir talun scrito et dar qualche avertimento rilevante per il dubbio del danno che li potrebbe risultare nella vita et nell’honore quando li loro avisi andariano per mano delli istessi turchi, ma stando a essi il rapresentar le cose a lor modo et propalare i scriventi con grave pregiuditio della Serenità vostra, rimetto alla sua somma prudenza il farne qualche provisione sendovene tanta necessità per il servitio publico che et per questa città et per la scala di Spalato non se ne può star senza. Gratie etc.
Di Traù li 2 di febraro 1617 [m.v.]

Gabriel Morosini conte et capitano

AS Venezia, Senato, Dispacci, Dalmazia, b. 17.
Trascrizione di Damiano Pellizzaro