5 marzo| 1617 - 3 maggio| 1617 Gabriel Morosini
Dispaccio del 7| febbraio| 1618|
N. (senza numero)
Serenissimo principe
Diedi con le ultime mie riverentemente conto alla Serenità vostra dell’abboccamento che voleva fare meco il cadi di Clissa venuto dalla Porta et sebene per schivarlo mandai mia scusa dell’esser risentito ha volluto in ogni modo venire risolutamente, onde non l’ho potuto ricusare. Mi ha presentato lettere dell’eccellentissimo bailo che mi dicono le doglianze fatte dal medesimo cadi et dalli popoli di Sagoni[?] et mi avertisce a darli sodisfatione in quanto è possibile, mi ha similmente portata la tradottione dell’embro del Gran signore che mi mandò la prima volta in turco et perché tutto questo è quell’istesso che le settimane passate mi scrisse l’eccellentissimo signor Bailo secondo con precedenti mie ho accertato alla Serenità vostra et havendo al medesimo risposto quanto è occorso et mandato le scritture et giustificationi necessarie ho ho fatto conoscer per verità l’istesso al sudetto cadi, sì che s’è partito da me assai sodisfatto et ho talmente usato della destrezza seco che da dove dubitavo disturbo di là ne spero la intiera quiete di questi confini, havendone intanto levato una fede in conformità dell’ordine dell’eccellentissimo Belegno in proposito di ben vicinare et delle contrarietà di Ragusi et come ritorni di qua ho speranza che me la ridurrà anco più ampla. È convenuto presentarlo et qualcosa più largamente dell’ordinario per sottrarne il desiderio publico in riguardo di quali il tutto stimo et poco et benissimo impiegato per il molto benefitio et comodo che me ne riprometto, massime nella venuta del capicibassi, quale da esso cadi, se non m’inganno, dovrà essere bene impressionato, havendolo io con dolce maniera confermato in buona fede et affetto verso gli interessi publici. Attenderò con ogni industria et sollecitudine a procurar le altre fedi ordinatemi dall’eccellentissimo Belegno et a suo tempo ne darò riverente conto alla Serenità vostra. Da un mio confidente che con barca a posta tengo in continuo moto per queste marine fui avertito lunedì passato haver trovato a Cacivesta, luogo distante da questa città 20 miglia, una marsiliana carica di oglio et un’altra barca che venivano da Brindisi, dalle quali haveva inteso per cosa certissima che li 15 bertoni spagnoli rinforzati di gente et monitioni si erano partiti di là con ordine del duca di Ossuna, riconfermato per quanto dissero altri tre anni vicerè di Napoli, di andare in Canal di Ragusi, ma per vento contrario si erano ritirati sotto il monte Sant’Angelo, che havevano commesse riscontranti nell’armata di Vostra serenità et che da essa li fosse fatto segno di fumo, saluto senza balla o con balla, con li medesimi risponderli et che a Napoli si caricavano doi caracche di calcina, zappini et altri ordigni da fabricar. Io per non gravare il publico di spesa restai di spedir questo aviso in diligenza alla Serenità vostra, ma ben per barchetta a posta lo feci subito noto all’eccellentissimo Veniero, acciò sendone avertito potesse con la sua natural prudenza prevenir li inimici; né manco di usar tutte quelle diligenze che posso per scoprir li loro andamenti da avertirne Sua eccellenza et valermene per propria difesa et governo. Gratie.
Di Traù li 7 febbraro 1617 [m.v.]
Gabriel Morosini conte et capitano
AS Venezia, Senato, Dispacci, Dalmazia, b. 17.
Trascrizione di Damiano Pellizzaro