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7 aprile| 1617 - 22 luglio| 1617 Alvise Zane, Marco Giustinian, Piero Quirini

Dispaccio del 10 ottobre| 1617|

N. (senza numero)

Serenissimo principe
Nel luoco istesso ove questi giorni passati diede in terra et si naufragò a Pontadura giuriditione di Nona una barca armata d’uscochi, come la Serenità vostra averà inteso, si sono ritrovati sotto acqua in busta di lata due patenti del capitano di Fiume, dalle quali non solo si verrà in cognitione che il capo della barca predetta era Mattio Clissanin et non il Ferletich, come li significassimo haverci scritto il signor conte di Nona, ma si scopriva anco diversi particolari dell’intentioni di danneggiar le cose et sudditi di Vostra serenità et dell’intelligenza et ricapiti con l’armata spagnuola, come intenderà dalle copie di esse patenti che saranno incluse, non essendoci parso bene di avventurar li originali, in uno de quali vedendosi dal romito notati doi nomi, cioè di Pietro Liodi da Zara et delli Doria da Chioza, il primo patron di fregata di questa città, et li altri crediamo che siano mercanti in Chioza, andiamo pensando che il predetto Clissanin li havesse in traccia per depredar li loro vasselli o far altra operatione più sinistra. Ne habbiamo dato conto alli eccellentissimi signori generali Venier et Belegno, con la copia della presente, et il simile faciamo alla Serenità vostra in questa. S’intese la sera di sei del presente che quel giorno, da dieci turchi della Vrana sette a cavallo et tre a piedi, era stato ammazzato un contadino da Zaravecchia di questo territorio che lavorava il terreno appresso San Filippo e Giacomo, li qual dopo il delitto si salvorno con la fugga; di che havutasi notitia dalli parenti del morto andassero con altri pur da Zaravecchia cercando qualche turco per farne vendetta et havendo trovato in Pacoschiane, villa anco essa nella marina di questo territorio, un turco dalla Vrana agente di Calil agà, principale di quel luoco, che faceva caricar questi bravi, non li giovò, primo che li arrivassero addosso, esser saltati in barca et allontanandosi, perché entrati li predetti in un’altra barca et postisi in caccia per lo spatio di due miglia se li accostorno tanto che sbarratili cinque o sei arcobusate l’ammazzorno. Così ci servì il signor provveditor della cavalleria il quale, al primo aviso che s’hebbe del fatto, si ben non sapeva per appunto, si trasferì in quella parte dove tuttavia si trova con la cavalleria predetta per fermar ogni altra canonatione che potesse succeder, come si andava dubitando et tuttavia si dubita; nel che esso provveditor s’adopera con molta prudenza et con quella destrezza che è propria della natura di questi casi. Noi li abbiamo scritto che per cominciar ad aprir la strada al negotio et per evitar che si potrà con l’essempio li turchi a castigar li suoi che primi hanno data materia al disordine, dovesse con apparenza di rigor far mostra del procurar la retentione d’alcun de nostri, fosse o principali o complici et non sucedendo li proclamasse alle prigioni, facendo tra quelli dimostratione che sono soliti et che possono in osare persuader i turchi volersi far giustitia dal canto nostro. In tanto non si manca di star con li debiti avertimenti, acciò non habbiano ad infere altro male per prevalersi del benefitio del tempo, onde mitigati li humori commossi si possa pensar ad introdur con miglior opportunità quei rimedii che saranno stimati convincienti per sopir ogni altra perturbatione che potesse derivar da questo principio; al che s’attende con tanto maggior studio quanto più conosciamo nelle congiunture de tempi presenti esser necessaria la pace et la buona intelligenza con turchi et a questi confini. Gratie etc.
Di Zara li 10 ottobre 1617

Alvise Zane conte
Marco Giustinian capitano
Hieronimo Trivisan provveditor

Allegati: copia della lettera patente di Matteo Clissanin (1 c.) datata 25 settembre 1617; copia della lettera patente di Matteo Clissanin (1 c.) datata 26 luglio 1617.

AS Venezia, Senato, Dispacci, Dalmazia, b. 17.
Trascrizione di Damiano Pellizzaro